Salviamo Sakineh

Salviamo Sakineh

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 Il Coppem ha aderito alla campagna mondiale di mobilitazione per salvare la vita di Sakineh Mohamed Ashtiani. La donna iraniana 43enne, arrestata per il reato di adulterio e di complicità nell'assassinio del marito, era stata condannata alla lapidazione. Il figlio di Sakineh ha sempre sostenuto che la confessione della madre fosse stata estorta con la forza ed ha rivolto un appello al nostro Paese: “Chiediamo alle autorità italiane di intervenire per aiutarci”. Grazie al sostegno dell’opinione pubblica e di numerose istituzioni internazionali, la pena è stata sospesa, ma il destino di Sakineh sembra essere segnato: fino a pochi mesi fa, rischiava la lapidazione per adulterio, oggi, nonostante le pressioni, la donna è stata condannata all'impiccagione per omicidio, un'accusa che ha la preminenza su quella di adulterio. 

La magistratura iraniana non vuole interferenze straniere ed il procuratore generale della repubblica islamica, Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, ha precisando che “la questione non dovrebbe essere politicizzata e gli organi giudiziari iraniani non saranno influenzati dalla campagna di propaganda lanciata dai paesi occidentali”.
All’assemblea delle Nazioni Unite a New York, il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, aveva citato il caso-Sakineh spiegando che in Iran esistono diversi gradi di giudizio e che comunque, anche in altri Paesi del mondo è prevista la pena capitale per le condanne di omicidio. Come per Teresa Lewis, la donna americana con problemi di disabilità mentale. Nel suo intervento, aveva sottolineato le contraddizioni dell’opinione pubblica occidentale che non aveva reagito allo stesso modo di fronte alla condanna a morte negli Usa. In Virginia infatti, la Corte Suprema ed il Governatore dello Stato, sordi alle migliaia di appelli di clemenza, non hanno fermato il meccanismo di morte, negandole la grazia.
Il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadej, continua a invocare le autorità internazionali affinché intercedano per evitare che la madre finisca sul patibolo. 
 
Giovanna Cirino
 


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