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Il ruolo della fede nella ricostruzione socio-culturale post pandemica

Il 16 febbraio dalle 10,30 alle 12,30, organizzato dal COPPEM, si terrà il webinar dal titolo “Il ruolo della fede nella ricostruzione socio-culturale post-pandemica”Al fine di partecipare all’evento in qualità di pubblico, potrete registrarvi attraverso il seguente link:

https://zoom.us/webinar/register/WN_D91xUvwDRcmPbOuNywwCGw

Rifletteremo su come il dialogo intereligioso può contribuire a costruire una società migliore, stimolando pace e fraternità, insieme con i rappresentanti delle principali religioni monoteiste dell’area euromediterranea

 

“IL RUOLO DELLA FEDE NELLA RICOSTRUZIONE SOCIO- CULTURALE POSTPANDEMICA”
16 febbraio 2021 | 10.30-12.30
Introduzione
La pandemia che ha colpito la quasi totalità del nostro pianeta, ha inevitabilmente mutato i nostri comportamenti e le nostre relazioni.
Ciò ha delineato scenari nuovi e possibili sfide future.
In alcuni paesi occidentali, per mesi anche i luoghi di culto sono rimasti chiusi, affidando al web la diffusione dei riti. Questa esperienza della momentanea limitazione dei diritti di libertà religiosa può avere un impatto durevole nel nostro futuro modo di intendere il rito e il rapporto con la Deità.
Tanto più che in un mondo postpandemico, si comincia già a delineare una programmazione politica volta a rendere il distanziamento durevole, sia nel lavoro che nelle istituzioni scolastiche. È lecito, dunque, chiedersi quale sfida specifica questa nuova realtà ponga ai tradizionali comportamenti religiosi.
La tensione, già da tempo in atto, a una religione individualista, basata sul rapporto individuale con Dio troverà un terreno fertile nel potente impatto con il virtuale di cui sono stati protagonisti, per alcuni mesi, i soggetti privati di pratica religiosa?
La diversa importanza del rito nelle varie religioni è stata accentuata o ridimensionata dalla crisi recente?
A fronte di questi interrogativi e queste sfide, è pur vero che la pandemia, scarmigliando l’assetto sociale cui eravamo abituati, apre spazi che spetta agli esseri umani riempire e che possono essere colti come opportunità inedite.
Così al rischio di un più accentuato individualismo, certamente assecondato dall’isolamento attuale, fa da contrappeso il desidero di essere comunità e la rinnovata consapevolezza dell’interrelazione imprescindibile tra gli esseri umani. La fine dell’emergenza virale può coincidere quindi con una fase di ricostruzione, un’occasione per recuperare l’aspetto comunitario, relazionale e interdipendente che l’individualismo esasperato aveva adombrato.
Le religioni monoteiste possono così svolgere, in questo futuro periodo, un ruolo cruciale, non solo per se stesse e per i proprio fedeli, ma anche per stimolare l’ecumenismo e il dialogo interreligioso sulla scena politica e sociale, per ripensare i rapporti fra le religioni e i modelli attuali di convivenza e di civiltà, forse perfino immaginare il mondo come comunità di comunità.

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