Progetto “Voci di confine”

VOCI DI CONFINE. LA GLOBALIZZAZIONE VISTA DAI CONFINI E DALLE PERIFERIE

VOCI DI CONFINE. LA GLOBALIZZAZIONE VISTA DAI CONFINI E DALLE PERIFERIE Una nuova narrazione della migrazione, in un progetto nazionale che vuole raggiungere 4milioni di cittadini. “Siamo dalla parte giusta, quella dei diritti umani” dichiara Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, partner del progetto. (Roma) 25 mag- Dare spazio ad una cittadinanza che non si sente rappresentata dalla chiusura – quella delle frontiere, ma anche quella degli stereotipi - e che ha voglia di capovolgere la prospettiva: che vive l’accoglienza, l’integrazione e l’apertura come un fatto normale e quotidiano; e che intende riflettere criticamente sulle politiche migratorie e di cooperazione internazionale italiane ed europee, ridiscutendo gli approcci fondati su una irragionevole chiusura alla mobilità umana. Questo vuole fare “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che vede insieme Ong, enti locali, associazioni delle diaspore, di volontariato, imprese sociali ed enti di ricerca. Sedici realtà che, fino ad ottobre 2018 si uniscono per intraprendere un’iniziativa comune che intende ridiscutere la narrazione delle migrazioni “Voci di confine. La globalizzazione vista dai confini e dalle periferie” viene lanciato a pochi giorni dalla manifestazione di Milano “Insieme senza muri”, che ha preso posizione a favore di una società aperta, plurale, solidale e accogliente. Un progetto che unisce azioni di informazione, percorsi educativi per i più giovani e scambi di buone pratiche: è un percorso che - partendo dalle esperienze di frontiera come quelle di Lampedusa – vuol fare emergere le voci e le esperienze degli abitanti dei territori che accolgono, quelle dei migranti stessi e delle loro comunità di origine in Africa e altrove.“Voci di confine nasce per dire no a paura e odio. No ai muri per tenere povertà e ingiustizia lontano dai nostri occhi, negando in più ogni possibilità di sviluppo equo alla regione mediterranea e all’Africa” afferma Renata Torrente, rappresentante di Amref Health Africa, ong che coordina il progetto. “Dobbiamo creare una nuova visione del nostro Mediterraneo e cambiare l’immagine del mare come frontiera. Siamo dalla parte giusta, quella dei diritti umani” ha affermato Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e partner di progetto. Per questo il progetto realizzerà una campagna di informazione radio, web e social; percorsi educativi nelle scuole e negli spazi di educazione informale; incontri territoriali che vedranno protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ONG e i soggetti privati; e, ancora, attività di formazione, raccolta di buone pratiche, dialoghi con le istituzioni e un incontro euromediterraneo. “Voci di confine” coinvolgerà 4.000.000 cittadini, oltre 6.500 tra giovani, docenti ed educatori, quasi 2000 operatori della cooperazione, ricercatori, imprenditori e membri della diaspora e 300 rappresentanti di enti locali italiani e euromediterranei. Voci di Confine è un progetto promosso da: Amref Health Africa Onlus, Amref Health Africa – Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, Centro Servizi Volontariato Marche, Centro Studi e Ricerche Idos (IDOS), Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo (COPPEM), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI), Step4, Terre Des Hommes Italia. Il progetto avrà una durata di 18 mesi, da Maggio 2017 a Ottobre 2018. Contatti: Uff. stampa Amref, email: fabio.bellumore@amref.it cell. 3289722937 uff. 06 99704657 Il progetto è cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo [...]

Clima

STORICO ACCORDO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Di seguito riportiamo la lettera di Miguel ARIAS CAÑETE, membro della Commissione europea, indirizzata ai Sindaci aderenti al Patto.   [...]

Medequality

Medequality “CARTA EURO-MEDITERRANEA PER L'UGUAGLIANZA TRA DONNE E UOMINI NELLA VITA LOCALE ”

I contenuti di questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità del COPPEM e dei suoi partner e non possono essere in alcun modo considerati come riflesso delle posizioni dell'UE. “CARTA EURO-MEDITERRANEA PER L'UGUAGLIANZA TRA DONNE E UOMINI NELLA VITA LOCALE ” CONTENUTI Il testo che segue è provvisorio ed è da r [...]

Uguaglianza di genere

Rapporto 2015 sull'uguaglianza di genere

È stato pubblicato dal Consiglio d'Europa il rapporto annuale del 2015 sulla sua Strategia per l’uguaglianza di genere 2014-2017. [...]

Dialogo interreligioso

Il Coppem per il dialogo interreligioso. Intervista esclusiva a Romano Prodi “Politica Mondiale e Mediterraneo” per la XXI settimana Alfonsiana

(Trinacrianews) Palermo – Romano Prodi ha presenziato, per la seconda volta, la settimana Alfonsiana. Il suo intervento “Politica Mondiale e Mediterraneo” si è aperto con una riflessione sui recenti discorsi di Papa Francesco svolti al Congresso degli Stati Uniti e all’Assemblea delle Nazioni Unite. Prodi ne ha sottolineato la straordinaria apertura e intelligenza politica e ha fatto loro riferimento più volte nello svolgimento della sua lectio magistralis di cui diamo qui un resoconto sintetico. Il Professor Romano Prodi ha dedicato il suo intervento all’analisi della situazione attuale del Mediterraneo, così esposta a gravi e complesse criticità, alla luce dei grandi cambiamenti nel quadro della politica internazionale. Ha definito la grande instabilità di oggi, persistente non solo nel Mediterraneo, come “una terza guerra mondiale” frammentata in tanti e diversi conflitti su un’area geografica molto estesa. Si tratta di conflitti che in apparenza nascono per ragioni locali, come in Ucraina, Libia e Siria, ma che in realtà trovano la loro origine nella tensione politica tra le grandi potenze e nei grandi cambiamenti dell’assetto mondiale. Una tensione e una “confusione nella politica internazionale” le cui conseguenze e i cui effetti non sono circoscritti alla sola area del Mediterraneo. Prodi ha evidenziato come oggi non siano più praticabili soluzioni che prevedano un intervento armato da parte di quello che resta il paese più forte, ossia gli Stati Uniti d’America. La società americana, infatti, non sopporta più “di vedere rientrare le salme dei propri soldati”. Nessun governo, repubblicano o democratico, dopo la guerra in Iraq e in Afghanistan, può pensare di riproporre all’opinione pubblica americana un intervento armato. E’ così infatti che in questo vuoto lasciato dagli Stati Uniti si è inserita la Russia, un paese oggi meno competitivo dell’America, ma che ha inviato le sue truppe in Siria. Prodi ha richiamato l’importanza dei colloqui tra il Presidente Obama e Presidente Putin come chiave strategica per un accordo che abbia come obbiettivo un serio contrasto al terrorismo territoriale. Si comprende bene quindi quanto profondo sia il cambiamento al quale stiamo assistendo. A questo si aggiunge il fatto che la Cina, nonostante le sue difficoltà e le grandi contraddizioni che ancora persistono al suo interno, sia diventata una grande potenza mondiale tanto da esercitare “una effettiva concorrenza agli Stati Uniti d’America”. Il Professor Prodi ha illustrato le difficoltà che la Cina sta affrontando e i radicali cambiamenti che il governo cinese sta realizzando a tutti i livelli della società. Una rivoluzione guidata e organizzata in modo sistematico dalla politica che certamente provoca un ridimensionamento delle percentuali di crescita, ma che non impedisce alla Cina di essere una grande potenza attiva in tanta parte del mondo -si pensi solo alla sua presenza in Africa e in tutta l’America latina- tanto che il dominio degli Stati Uniti oggi “non è più un dominio unico e solitario”. La terza grande potenza è l’Europa. L’Europa infatti potrebbe essere nella stessa situazione degli Stati Uniti e della Cina rispetto alle quali, per capacità economica, è del tutto simile. Ma mentre Stati Uniti e Cina “si stanno disputando la supremazia nel mondo, l’Europa non esiste”. Le ragioni di questa grave assenza nella compagine mondiale sono da rintracciare nella mancanza di una visione e azione politica comune. L’Europa, pur essendo “il più grande produttore industriale del mondo e il più grande esportatore”, resta divisa e incapace di esprimere una politica unitaria. Siamo così dinnanzi al “primo tradimento nei confronti dei padri fondatori dell’Europa.” Se è vero infatti che l’obiettivo della pace è stato raggiunto e l’Europa vive senza conflitti, per la prima volta nella sua storia, da settanta anni, siamo tuttavia ancora molto lontani dall’aver realizzato quell’Europa solidale e federale che era il sogno dei padri fondatori. Il Prof Prodi ha richiamato alla memoria gli anni della sua presidenza alla Commissione Europea caratterizzati da una comune tensione di tutte le nazioni verso l’unità. Fu infatti con quello spirito e con la volontà di unire che si è realizzato l’allargamento ai nuovi paesi e si è costituita la moneta unica, perchè “l’introduzione dell’Euro non era finalizzata soltanto a motivi di carattere economico, ma anche politico.” Oggi appare esaurita quella spinta ideale che portò il Cancelliere tedesco H. Kohl a dire, come il prof. Prodi ha ricordato: “voglio la moneta comune perchè mio fratello è morto in guerra”, ossia voglio realizzare una Europa unita, forte e solidale perchè mai più nessun fratello debba morire in guerra. Oggi tutto appare cambiato anche sul piano della politica economica espressa solo dalla Germania: abbiamo infatti una Europa “a trazione tedesca” e non, come diceva di voler realizzare Kohl, “una Germania europea e non un Europa germanica”. E questo certo è accaduto per le virtù tedesche, ma anche per la debolezza degli altri paesi come la Francia e la Gran Bretagna che ha addirittura indetto un referendum attraverso il quale stabilire se restare o meno in Europa. “Siamo quindi dinnanzi ad un tradimento enorme rispetto a quelle che erano le premesse iniziali di un’Europa equilibrata” che unisse sotto un ombrello comune tutte le minoranze. Oggi l’ombrello sotto il quale tutti si rifugiano è solo quello tedesco e le regole le detta la Germania. [...]

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Le pari opportunità tra donne e uomini quale valore centrale dell’Unione EuropeaCoppem e CEMSI firmato Protocollo d'IntesaParità uomini e donne, Strasburgo firma la CartaCostituzione della Federazione dei parchi e delle riserve euromediterranea.Progetto PellegrinandoWorkshop Internazionale “l'identita' del futuro: il ruolo delle citta' tra memoria e sviluppo”

COPPEM Network

Immigrazione: protocollo per Osservatorio euro mediterraneo Firmato a Palermo nel corso dell'incontro promosso dal Coppem

(ANSAmed) - PALERMO, 08 GIU - Un protocollo per l'istituzione di un Osservatorio permanente euro mediterraneo a Palermo per le migrazioni che dovrebbe avere l'obiettivo di rafforzare la cooperazion [...]


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