Polizza Amidonna

Polizza Amidonna


I dati parlano chiaro, è sempre più radicato nella nostra società  il fenomeno delle violenze fisiche e a sfondo sessuale,soprattutto nell’ambito dei rapporti familiari, con conseguenze traumatiche sia a livello fisico che psicologico. Una vera e propria piaga che in Italia coinvolge, come violenza fisica e sessuale, il 31,9% delle donne nella loro vita, come abuso sessuale il 5-10% dei minori, come stalking da parte dell’ex- partner il 18,8%, pari a 2 milioni 77 mila donne. La compagnia assicurativa Filo Diretto, ha lanciato sul mercato Amidonna, la prima polizza in Italia che offre sostegno e aiuto a donne e minori vittime di violenza. E' stata studiata per aiutare concretamente le vittime non solo ad uscire allo scoperto,  denunciando l'aggressione, ma anche ad affrontare l'accaduto, mettendo a loro disposizione risorse umane e finanziarie e facendo in modo che non si sentano abbandonate nel momento del bisogno. Vuole essere una risposta a quei 7 milioni tra i 16 e i 70 anni che, secondo l'Istat, hanno subito violenze nel corso della vita. E tra le prestazioni garantite prevede sostegno psicologico, spese mediche, assistenza immediata, dall'ambulanza allo psicoterapeuta.

 
Ecco una lista delle prestazioni che Amidonna copre (la polizza potrà essere stipulata privatamente):
  • consulto psicologico telefonico e il rimborso spese per l’assistenza psicologica post trauma fino a 1.500 euro (3.000 nel caso dei minori);
  • rimborso spese mediche fino a 5.000 euro e un’indennità mensile fino a 1.200 euro (max 12 mesi);
  • tutela legale fino a 15.000 euro;
  • rimborso spese di soggiorno in albergo, assistenza ai minori e di prima necessità, anche non documentate, nel caso in cui sia necessario un allontanamento;
  • consulto medico telefonico 24 ore su 24, invio di un medico a domicilio e trasporto in ambulanza;

In Gran Bretagna, dove una polizza analoga è stata lanciata anni fa, il tema ha diviso l'opinione pubblica: un modo per aiutare davvero le donne e portare allo scoperto un dramma che resta in gran parte sommerso (in Italia si stima che il 90% degli abusi non sia denunciato, mentre una polizza potrebbe incentivare a farlo); oppure un modo di fare soldi con lo stupro e altre odiose violenze di cui deve farsi carico lo Stato, che così potrebbe sentirsi legittimato a disinteressarsi del problema?  

L’assicurazione non potrà essere stipulata privatamente la polizza, infatti, non è rivolta ai singoli ma ad aziende, enti e istituzioni, che possono stipularla per i loro dipendenti o utenti. Secondo Rossella Rossi, direttore marketing di Filo Diretto, questo < non significa che lo Stato debba venire meno al suo compito di tutela, anzi: si offre uno strumento in più>- E Stefania Bartoccetti, fondatrice di Telefono Donna, sottoscrive, perchè < senza una rete di collaborazione, il servizio sociale da solo non è sufficiente. Una donna violentata o maltrattata, oltre che una tragedia umana, è anche un enorme costo sanitario, che va considerato>. La proposta, piuttosto, è diretta alle istituzioni “interessate a fornire tutela e sostegno concreto alle fasce deboli della popolazione e ad affrontare il problema dal punto di vista dei costi socio-economici”, nonché alle associazioni di consumatori e di categoria, ai sindacati, alle aziende e alle banche, che potranno “offrire assistenza qualificata in un ambito ancora scoperto e valore aggiunto ai loro servizi e prodotti”.
 
La polizza ha un duplice obiettivo: aiutare chi ha subito un abuso a superare il difficile momento psicologico e rendere il fenomeno un tema di dibattito sociale.
 
La discussione è aperta, parliamone senza paura.


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