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Non dimentichiamo i territori dove la fame stringe la mano alla morte

Uno scenario preoccupante, dove l’orrore della guerra non si ferma. L’invasione russa dell’Ucraina, ultimo capitolo di una storia di tensioni e violenze, iniziate nel 2013, si presenta oggi come una minaccia mondiale, tanto da armare l’Europa per una difesa comune contro la guerra di un dittatore come Vladimir Putin, noto per la sua politica repressiva in una Russia che della memoria storica ha mantenuto quella visione della divisione del mondo”.
Lo ha detto il segretario generale del COPPEM, Francesco Sammaritano, invitato a partecipare all’assemblea generale dell’associazione dei Presidenti dei Consigli comunali del Marocco (AMPCC), che si è tenuta a Marrakech, presieduta da Mohamed Boudra, dedicata all’esame e all’approvazione delle relazioni morali e finanziarie, nonché all’elezione del presidente e dei membri del consiglio di amministrazione dell’AMPCC. Il Segretario generale del COPPEM ha focalizzato il suo intervento sulle azioni di Mosca, che rappresentano anche una chiara minaccia per la pace e la stabilità del Mediterraneo, già teatro di morte per una gestione fallimentare della politica europea, la stessa vecchia Europa che non ha mai trovato compattezza davanti ai conflitti ancora aperti in territori dove la fame stringe la mano alla morte.
 “L’Occidente – ha detto Sammaritano – ha risposto con grande fermezza e determinazione a questi crimini commessi dalla Russia, ma non c’è solo la guerra Russia-Ucraina. Ritengo che sia altrettanto importante che possa esservi un’azione internazionale tesa alla protezione di bambini, donne e delle società civili anche in quei paesi, come la Siria, lo Yemen, la Libia, l’Afghanistan, la Palestina, dove le guerre sono state dimenticate e oscurate. La guerra è ripugnante, gridiamo la Pace”.

 

 

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