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All’Accademia di Musica Franz Liszt di Budapest, il progetto Erasmus+ “MMM Mediterranean/Sub-Saharan Music Movement” del Conservatorio A. Scarlatti racconta l’incontro fra Mediterraneo e Africa sub-sahariana

È stato il palcoscenico prestigioso dell’Accademia Franz Liszt di Budapest a dare risonanza europea al progetto Erasmus+ “MMM Mediterranean/Sub-Saharan Music Movement”, nato al Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo e cresciuto nel dialogo fra le due sponde del Mediterraneo e l’Africa sub-sahariana. La presentazione, avvenuta in occasione dell’Annual Meeting for International Relations Coordinators 2025, ha suscitato grande interesse nella comunità accademica europea, che ha riconosciuto nel progetto un modello di cooperazione musicale, pedagogica e sociale di straordinaria originalità.
Il percorso ha avuto il suo culmine a Palermo, lo scorso 24 giugno, durante il Sicilia Jazz Festival: il concerto finale al Teatro Santa Cecilia ha rappresentato una celebrazione di métissage musicale, in cui tradizioni e strumenti di culture diverse hanno trovato un linguaggio nuovo e condiviso. Il kanun e l’oud, suonati dai docenti tunisini dell’Institut Supérieur de Musique di Sousse e dell’Institut Supérieur de l’Education Spécialisée di Manouba, hanno dialogato con le invenzioni sonore nate nei laboratori della University of Lagos: il tubet in materiali di riciclo, il maedin costruito con dischi d’acciaio della storica via Candelai e il bambuofono ideato dallo scenografo Fabrizio Lupo.
Il progetto ha saputo intrecciare musica e danza, ricerca e inclusione. L’anteprima al Molo di Sant’Erasmo, in collaborazione con ColorTango e Tango Young Palermo, ha trasformato il movimento coreografico creato da Rihab Jebali (docente a Manouba e presidente dell’Associazione Nazionale Tunisina di Musicoterapia) in metafora dell’intera esperienza: la musica che migra in altri contesti, gli strumenti che generano nuova musica, la danza che connette persone e popoli.
Centrale è stata la dimensione terapeutica. I workshop dei docenti di Lagos hanno coinvolto direttamente minori non accompagnati della Comunità Alloggio Itaca di Camporeale e dei Centri PENC e SAI di Palermo, rendendo la musica strumento di cura e inclusione sociale. La collaborazione con Manouba e Lagos ha trovato un naturale raccordo con il nuovo Biennio di Teorie e Tecniche in Musicoterapia del Conservatorio, coordinato da Elide Scarlata, mentre la prof.ssa Jebali ha dato voce all’esperienza tunisina durante la celebrazione dei 70 anni del Congresso internazionale di Musica mediterranea (1954–2024), sottolineando l’impatto della musicoterapia nel Nord Africa.

Straordinaria anche l’esperienza dei docenti palermitani in Nigeria: l’accoglienza ricevuta a Lagos, i laboratori condivisi e il vivace dibattito nato dalla performance pianistica del prof. Gianfranco Pappalardo hanno ispirato la progettazione di un nuovo percorso Erasmus dal respiro globale, “Piano World. Soul, Roots, Benefits” (2025–2027), che coinvolgerà Nigeria, India, Stati Uniti e Argentina.
Infine, il soggiorno a Palermo degli studenti di Lagos, Sousse e Manouba ha arricchito il Conservatorio “Alessandro Scarlatti”, trasformandolo in un autentico crocevia culturale. Concerti, laboratori e attività quotidiane hanno alimentato un dialogo fruttuoso, consolidando la vocazione dell’istituto palermitano a essere punto di incontro tra Mediterraneo e Africa sub-sahariana.
Determinante, lungo tutto il percorso, è stato anche l’apporto del COPPEM – Comitato Permanente del Partenariato Euromediterraneo dei Poteri Locali e Regionali, che ha curato la comunicazione e la grafica del progetto, contribuendo a diffonderne l’immagine e i contenuti presso partner internazionali, istituzioni e pubblico.
La presentazione di Budapest ha dunque coronato un cammino intenso, conferendo al progetto “MMM Mediterranean/Sub-Saharan Music Movement” la dignità di esperienza pilota a livello europeo. Un esempio concreto di come la musica possa davvero muovere strumenti, persone e popoli verso nuove forme di convivenza e creatività condivisa.