Serve una rivoluzione culturale che parta dai banchi di scuola.
Dietro l’aumento dei femminicidi tra le giovani si cela una cultura che confonde amore e possesso, e che fatica a educare al rispetto. Nelle relazioni adolescenziali, gelosia e controllo vengono ancora visti come segni di passione, mentre il rifiuto è percepito come una minaccia.
A pesare sono anche modelli patriarcali radicati, la mancanza di educazione affettiva e l’assenza di adulti in grado di cogliere i segnali di disagio. La tragica morte di Ilaria, uccisa a soli 25 anni, è l’ennesima ferita aperta, come lo era stata quella di Sara, la cui voce risuona ancora oggi nello slogan che racchiude tutta la forza del messaggio: “Mi amo troppo per stare con chiunque”. È da qui che deve partire la vera prevenzione: dalla scuola, dalla famiglia, da una nuova narrazione dell’amore libera, consapevole e rispettosa.
È questo l’obiettivo del disegno di legge presentato all’Assemblea Regionale Siciliana dai deputati M5S Cristina Ciminnisi e Luigi Sunseri: introdurre nelle scuole siciliane un’educazione affettiva, sessuale ed emozionale fin dall’infanzia, per prevenire la violenza di genere attraverso il dialogo, il rispetto e la consapevolezza. La proposta prevede anche formazione continua per insegnanti, operatori sanitari e forze dell’ordine, sportelli psicologici universitari, una piattaforma di ascolto tra pari e campagne di comunicazione sui social. Ne abbiamo parlato con Cristina Ciminnisi, prima firmataria, che ci ha raccontato genesi e obiettivi dell’iniziativa: fare della Sicilia un modello nella prevenzione culturale della violenza di genere.
Cristina Ciminnisi, deputata del Movimento 5 Stelle, interviene sul disegno di legge presentato all’Assemblea Regionale Siciliana. Il testo propone percorsi formativi sull’educazione affettiva, sentimentale e sessuale consapevole fin dall’infanzia, con l’obiettivo di prevenire la violenza di genere.
In questa intervista, Ciminnisi illustra le finalità e le motivazioni.