Dalla Sicilia alla Tunisia, un nuovo cammino di collaborazione e dialogo tra Chiesa, istituzioni e società civile.
I vescovi delle diocesi di Sicilia hanno compiuto nei giorni scorsi una visita in Tunisia per avviare un percorso di collaborazione tra Caritas Siciliana, incaricata da Caritas Italiana, e Caritas Tunisia.
Il progetto potrebbe coinvolgere anche le istituzioni civili, in particolare la Regione Siciliana. È già avviato un dialogo con la Presidenza guidata da Renato Schifani per definire alcune iniziative di collaborazione a beneficio del Mediterraneo e della Tunisia.
Gli incontri hanno avuto come obiettivo quello di trasformare la relazione tra Sicilia e Tunisia in opportunità concrete di solidarietà, sviluppo e rafforzamento delle realtà locali, con nuove forme di interazione tra istituzioni civili ed ecclesiali. In Tunisia il dialogo interreligioso e interculturale rappresenta infatti uno strumento fondamentale di coesione sociale, di comprensione reciproca e di accompagnamento tra le persone e la società civile, favorendo percorsi condivisi di cooperazione e convivenza.
In questo contesto i vescovi siciliani, attraverso la Caritas regionale, hanno avviato la stesura di un progetto di collaborazione condivisa e fruttuosa con Caritas Tunisia. L’iniziativa si innesta anche sull’esperienza di gemellaggio tra la diocesi di Mazara del Vallo e quella di Tunisi, operativa da decenni.
Mons. Antonino Raspanti, presidente della CESI e vescovo di Acireale, ha sottolineato che il primo passo sarà quello della conoscenza reciproca, con particolare attenzione a giovani e famiglie: formazione, educazione, inserimento nel mondo del lavoro e nuove sinergie tra i due contesti sociali.
Su questo stesso orizzonte si collocano le iniziative di pace e dialogo che da anni promuoviamo. Tra queste, le giornate di studio Interreligiosità e intercultura organizzate all’Ars di Palermo, dove operatori di pace, intellettuali e giuristi dei Paesi euro-mediterranei si sono confrontati sull’intolleranza religiosa e culturale, sul terrorismo e sulle sfide delle città multiculturali. L’iniziativa, promossa dal Coppem insieme all’Ufficio regionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CESI, ha rappresentato un momento di riflessione comune e di costruzione di percorsi condivisi.
Nello stesso solco si è mossa anche l’ultima Assemblea generale del Coppem, ospitata lo scorso 25 giugno, che ha inaugurato le “Conversazioni Euromediterranee” con la partecipazione della Commissione europea, della Lega Araba e degli enti locali. Un appuntamento che ha rilanciato il dialogo e la cooperazione nella regione, confermando il Mediterraneo come spazio di incontro e responsabilità condivisa.