Nel segno di Muliebris, l’eredità di Angela Bottari continua a parlare di diritti e futuro
L’atrio cinquecentesco di Palazzo Pilo a Capaci porta il nome di Angela Bottari. Un’intitolazione che non è soltanto un omaggio, ma un gesto politico e culturale che restituisce a una donna la centralità che merita nella storia collettiva.
Angela Bottari non è stata soltanto una parlamentare, ma una figura capace di vivere la politica come servizio, trasformandola in un atto quotidiano di libertà e giustizia. Una femminista lucida, coraggiosa, coerente, che non ha mai usato il potere come privilegio ma come responsabilità verso gli altri.
Il 28 agosto 2025 a Capaci si è aperta la quinta edizione del Festival del Diritto delle Donne Muliebris con l’intitolazione dell’atrio di Palazzo Pilo ad Angela Bottari. L’iniziativa, promossa dalla Consulta delle Donne di Capaci e dal Comune con l’assessora Fiorenza Giambona, in collaborazione con il COPPEM, ha visto il sindaco Pietro Puccio e Simona Silvestro, figlia di Angela, scoprire la targa tra gli applausi del pubblico. Il fratello Salvatore ha ricordato che “Angela non apparteneva soltanto alla famiglia, ma alla sua gente, che oggi la riconosce come guida e riferimento”.
Subito dopo la memoria si è spostata nella piazza di Capaci, dove è stato presentato il volume Storia di una donna libera, edito da Castelvecchi e curato da Pietro Folena e Francesco Lepore. È stato proprio Lepore ad aprire gli interventi, ricordando come Angela Bottari abbia segnato in profondità la storia italiana tra gli anni Settanta e Novanta. In Parlamento portò avanti battaglie che cambiarono il volto del Paese: dalla cancellazione del delitto d’onore al riconoscimento della violenza sessuale come crimine contro la persona, fino all’apertura di nuove strade per diritti civili. E non si fermò lì, tornata in Sicilia, si impegnò al fianco delle lavoratrici più fragili, dei baraccati di Messina, delle persone omosessuali e trans, mostrando la capacità di dare voce a chi voce non aveva.
Poi il ricordo si è fatto più personale. Lepore, autore del libro Il delitto di Giarre, ha raccontato che la loro amicizia iniziò quando la chiamò per raccogliere la sua testimonianza su quella vicenda. Quella telefonata, che conserva ancora oggi, fu l’inizio di un rapporto semplice e sincero, fatto di dialoghi e confidenze, che si trasformò presto in una vera amicizia.
Se Lepore ha restituito il volto di Angela intrecciando la dimensione politica e quella più umana, la professoressa Ignazia Bartholini, sociologa dell’Università di Palermo, ha offerto una lettura più analitica, collocando la sua azione dentro un quadro sociale e culturale. Ha sottolineato che Angela Bottari ha lottato per tutta la vita, interpretando la politica come un processo collettivo e mai individuale. «Le conquiste – ha spiegato – non nascono mai in solitudine, ma quando tante donne, in luoghi diversi, avvertono nello stesso momento l’urgenza di ribellarsi». In quegli anni, ha ricordato, questa urgenza era rompere l’idea patriarcale che vedeva le donne soltanto come oggetti sessuali o strumenti di riproduzione, un retaggio del pensiero fascista. In questo contesto, l’azione di Angela si impose come rottura e come costruzione di un pensiero nuovo, capace di restituire alle donne libertà e ruolo di protagoniste nella società.
Su questo filo si è innestata anche la riflessione della presidente della Consulta delle Donne di Capaci, Alessandra Cordaro, che ha raccontato di essere rimasta profondamente colpita dalla lettura del volume. La forza di Angela, ha detto, sta nell’essere stata esempio di cambiamento reale, capace di dimostrare che la politica può trasformare la vita delle persone.
Il racconto si è completato con l’intervento di Massimiliano Silvestro, che ha restituito un profilo familiare di Angela ricordando il carattere determinato, capace di affrontare i contrasti senza mai portare rancore, e la sua abitudine di riunire la famiglia, gli amici e chiunque volesse bene attorno a una tavola preparata da lei, dove il cibo diventava occasione di incontro e condivisione.
La giornata si è arricchita ulteriormente con la tavola rotonda serale “L’eredità di Angela Bottari – Tra Storia, Memoria e Attualità. Stereotipi, comunicazione e responsabilità sociale: cosa resta da fare”. Ad aprire la tavola rotonda è stata Giuseppina Ida Giuffrida, presidente del CUG, il Comitato Unico di Garanzia che nelle amministrazioni pubbliche lavora per pari opportunità e benessere. Nel suo intervento ha sottolineato il valore di questi organismi nel contrasto a discriminazioni e disparità, presentando anche un quaderno da lei curato in cui l’attività del CUG si intreccia con la memoria di Angela Bottari, segno di un esempio che continua a orientare percorsi e scelte istituzionali.
Subito dopo, Tommaso Gioietta, referente della Rete Regionale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità, figure istituzionali che vigilano sul rispetto delle pari opportunità nei luoghi di lavoro, ha insistito sull’importanza di tenere alta la guardia contro molestie e soprusi che spesso restano invisibili, ribadendo che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte.
Ha chiuso la giornalista Maria Giambruno, addetta alla comunicazione dell’assessore regionale alle Autonomie locali e Funzioni pubbliche Andrea Messina, che ha parlato del potere delle parole, ricordando come possano rafforzare stereotipi se usate con superficialità o diventare veicolo di cambiamento se scelte con cura.
Il pubblico ha seguito con attenzione, in un clima di emozione e partecipazione. Le note di Bella Ciao, la canzone che Angela aveva voluto ai suoi funerali dopo la sua scomparsa il 14 novembre 2023, hanno avvolto la piazza come richiamo a una storia di libertà che continua a parlare al presente. La giornata si è conclusa con un gesto simbolico: la consegna del volume Storia di una donna libera alla Biblioteca comunale di Capaci “Francesca Morvillo”. Avrebbe dovuto farlo Vittorio Silvestro, nipote di Angela e autore di un contributo nel libro, ma in sua assenza è stata Simona a consegnare la memoria di sua madre perché diventasse patrimonio di tutti.
Muliebris ha così intrecciato memoria e futuro, dimostrando che l’eredità di Angela Bottari non appartiene solo al passato ma continua a parlare al presente, come esempio vivo di coerenza, coraggio e visione.