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A Palermo il racconto del contributo del Marocco ai movimenti di liberazione africani.

«L’Africa non è soltanto un territorio geografico, è una memoria viva». Nelle parole della Console Generale del Regno del Marocco a Palermo, Maryem Nassif, è racchiuso il senso dell’incontro che il 28 maggio si è svolto nella Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana, promosso dal Consolato Generale del Regno del Marocco e dal COPPEM in occasione della Giornata Mondiale dell’Africa. Un appuntamento che ha riportato l’attenzione su una pagina spesso poco raccontata della storia contemporanea: il sostegno offerto dal Marocco ai movimenti di liberazione africani e il contributo dato alla costruzione di un continente libero e sovrano.
La scelta del COPPEM di affiancare il Consolato nell’organizzazione dell’iniziativa trova le sue radici proprio nella missione dell’organismo euromediterraneo, da sempre impegnato a promuovere il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo e la cooperazione tra territori e comunità. Un concetto richiamato nel suo intervento dal segretario generale Franco Sammaritano, che ha sottolineato come la storia dell’Africa e quella del Mediterraneo siano profondamente intrecciate e come la conoscenza del passato rappresenti uno strumento indispensabile per costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco, sulla solidarietà e sullo sviluppo condiviso.
La giornata ha offerto l’occasione per riflettere sul significato profondo della ricorrenza che ogni anno, il 25 maggio, celebra la nascita dell’Organizzazione dell’Unità Africana, oggi Unione Africana, e il lungo percorso di emancipazione, indipendenza e cooperazione del continente.
La Giornata Mondiale dell’Africa non celebra soltanto una data storica, ma richiama il ruolo sempre più centrale che il continente africano è chiamato a svolgere nel mondo contemporaneo. Con oltre cinquanta Stati, una popolazione tra le più giovani del pianeta e grandi prospettive di sviluppo nei settori dell’innovazione, dell’energia, dell’agricoltura sostenibile, delle infrastrutture e dell’istruzione, l’Africa rappresenta oggi una delle principali sfide e opportunità del XXI secolo.
Momento centrale dell’incontro è stata la proiezione del documentario “Il Marocco e i movimenti di liberazione in Africa” del giornalista e regista belgo-marocchino Hassan El Bouharrouti. Attraverso documenti storici, testimonianze e materiali d’archivio, l’opera ricostruisce il ruolo svolto dal Regno del Marocco nel sostegno ai movimenti di liberazione africani durante gli anni delle lotte anticoloniali, mettendo in luce un capitolo spesso poco conosciuto della storia contemporanea del continente.
Ad aprire i lavori è stata la vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Luisa Lantieri, che ha evidenziato il valore simbolico della scelta del Palazzo dei Normanni come sede dell’iniziativa. Un luogo che rappresenta la storia millenaria di incontri tra popoli e culture e che oggi continua a essere spazio di confronto sui temi dell’integrazione, della convivenza civile e del dialogo tra le comunità.
Lantieri ha ricordato come la Sicilia sia da sempre terra di incontro tra civiltà diverse e come proprio questa stratificazione culturale renda l’isola un naturale laboratorio di dialogo mediterraneo. Ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, dalle migrazioni ai conflitti, dalle disuguaglianze economiche ai cambiamenti climatici, promuovendo politiche di inclusione e partecipazione capaci di valorizzare le differenze culturali come una ricchezza.
Nel suo intervento, Maryem Nassif ha invitato a guardare all’Africa oltre gli stereotipi e le rappresentazioni riduttive che troppo spesso la accompagnano. «L’Africa non è soltanto un territorio geografico, è una memoria viva, un crocevia di storie condivise e di straordinarie resilienze», ha affermato. La Console ha ricordato come il documentario racconti un’Africa protagonista della propria storia e un Marocco impegnato nel sostenere i processi di autodeterminazione di numerosi popoli africani.
Nassif ha richiamato il sostegno offerto dal Marocco a movimenti come il Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola, il Fronte di Liberazione del Mozambico e il Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, oltre all’appoggio fornito a Nelson Mandela e all’African National Congress sudafricano e al Fronte di Liberazione Nazionale algerino. Una storia di solidarietà che continua ancora oggi a ispirare la cooperazione africana fondata sullo sviluppo condiviso e sul partenariato tra i popoli.

Nel suo intervento, Franco Sammaritano ha ringraziato la Console Generale per il lavoro svolto nel rafforzare i rapporti tra Sicilia e Marocco, ricordando come il Regno marocchino abbia saputo trasformare la propria indipendenza, conquistata nel 1956, in un impegno concreto a favore dei processi di emancipazione di numerosi Paesi africani.

Il segretario generale del COPPEM ha richiamato la storica Conferenza di Casablanca del 1961, che vide protagonisti leader come Kwame Nkrumah e Gamal Abdel Nasser nella costruzione di una visione panafricana fondata sulla solidarietà e sulla dignità dei popoli. Ha inoltre evidenziato come, accanto alle conquiste politiche ottenute nel corso del Novecento, il continente africano sia oggi chiamato ad affrontare nuove sfide legate allo sviluppo economico, alla valorizzazione delle proprie risorse e alla piena autonomia dei suoi popoli.

In questo scenario, ha osservato Sammaritano, il Marocco continua a svolgere un ruolo strategico sia nei rapporti con l’Europa sia nei processi di integrazione economica africana. «La libertà non è soltanto un traguardo raggiunto, ma un percorso continuo», ha affermato, sottolineando la necessità di costruire condizioni che consentano ai popoli africani di essere sempre più protagonisti del proprio destino.

A portare il saluto della città di Palermo è stato l’assessore Fabrizio Ferrandelli, che ha ricordato come il capoluogo siciliano sia da sempre luogo di incontro tra culture diverse e come parlare di Africa a Palermo significhi parlare della stessa identità mediterranea della città.

Ferrandelli ha sottolineato il contributo delle comunità africane alla crescita sociale, culturale ed economica del territorio e ha ribadito che l’integrazione non significa cancellare le differenze, ma riconoscerle come un valore capace di rafforzare la comunità. Un messaggio che si inserisce nella tradizione di Palermo come città dell’accoglienza, del dialogo e della convivenza civile.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Gaetano Armao, consigliere giuridico del Presidente della Regione Siciliana, Fabio Mazzola, prorettore alla Didattica e all’Internazionalizzazione dell’Università degli Studi di Palermo, e la deputata regionale Valentina Chinnici, che ha definito il documentario «importante e necessario», sottolineando il contributo storico del Marocco ai percorsi di liberazione del continente africano e il valore universale dei principi di libertà, solidarietà e fratellanza che emergono dal racconto cinematografico.

A coordinare il confronto è stata Ilia Mazzone, responsabile delle relazioni internazionali del COPPEM, che ha guidato il dibattito tra i diversi relatori, favorendo un dialogo aperto sui temi della memoria storica, della cooperazione e delle relazioni euro-africane. Il suo intervento ha richiamato il valore del confronto interculturale e del partenariato tra istituzioni come strumenti fondamentali per costruire percorsi di sviluppo condiviso e consolidare il ruolo del Mediterraneo come spazio di incontro tra popoli e culture.

Più che una semplice celebrazione, l’iniziativa si è configurata come un momento di approfondimento storico e di confronto culturale, confermando come la memoria possa diventare uno strumento concreto per rafforzare il dialogo tra Africa ed Europa. Dalla Sala Pio La Torre è emersa la consapevolezza che il Mediterraneo, lungi dall’essere una frontiera, possa continuare a rappresentare uno spazio di incontro, cooperazione e conoscenza reciproca, capace di unire popoli, culture e istituzioni nel segno della pace, dello sviluppo condiviso e del rispetto delle diversità.

Versione breve “Il Marocco e i movimenti di liberazione in Africa” diHassan El Bouharrouti.