EuroMeSCo e la riflessione condivisa sul futuro euromediterraneo
Nel cuore della cooperazione euromediterranea, una rete di idee e competenze sta tracciando nuove rotte per affrontare insieme le grandi sfide del nostro tempo. EuroMeSCo, la più ampia rete di think tank e istituzioni di ricerca attive tra Europa e Mediterraneo, si posiziona oggi come protagonista nella definizione del nuovo Patto per il Mediterraneo, promuovendo una riflessione condivisa e inclusiva. Con 126 centri affiliati e circa 700 esperti provenienti da 30 Paesi, la rete si è affermata come piattaforma strategica per lo studio e l’elaborazione di politiche su temi chiave quali migrazione, sviluppo economico, sicurezza, cambiamento climatico, diritti umani, partecipazione giovanile e parità di genere. La sua forza risiede nella capacità di integrare analisi scientifica e proposta politica, creando un ponte concreto tra ricerca, istituzioni e società civile.
Il recente report pubblicato a luglio 2025 dall’Istituto Europeo del Mediterraneo (IEMed), che coordina la rete EuroMeSCo, raccoglie i risultati del progetto “Support to Reflection and Consultations on the Pact for the Mediterranean”, cofinanziato dall’Unione Europea. Il documento è il frutto di un ampio processo di consultazione multilaterale e restituisce una visione aggiornata e partecipata sul ruolo che l’Europa può e deve giocare nella sua relazione con il Vicinato Sud, in linea con le priorità espresse dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica.
Questa visione si intreccia perfettamente con la missione e i principi del COPPEM, che da anni lavora per costruire ponti di cooperazione tra enti locali e regionali dei Paesi euromediterranei.
(foto EURMESCO report)
In un contesto complesso come quello mediterraneo, il ruolo degli attori territoriali diventa essenziale per rendere effettive le strategie di inclusione, partecipazione, sostenibilità e dialogo tra le culture. È proprio nei territori che le sfide diventano realtà quotidiane e che le soluzioni possono essere generate e sperimentate. Per questo il COPPEM guarda con interesse all’elaborazione proposta da EuroMeSCo, riconoscendola come stimolo e strumento utile per orientare le proprie strategie di cooperazione.
Molte delle priorità individuate nel report sono da tempo al centro dell’impegno del COPPEM: la valorizzazione della leadership femminile, l’inclusione dei giovani nei processi decisionali, il rafforzamento delle competenze delle autorità locali, la promozione di una cittadinanza attiva, il sostegno alla cultura come strumento di pace e sviluppo. I think tank come EuroMeSCo svolgono una funzione preziosa nel fornire contenuti, visioni strategiche e scenari di riferimento, ma è attraverso reti operative come il COPPEM che queste idee possono essere tradotte in progettualità concrete, in buone pratiche e in politiche locali capaci di incidere.
Il futuro della cooperazione euromediterranea richiede con urgenza una connessione più forte tra pensiero e azione, tra visione e applicazione, tra ricerca e governance. La sinergia tra reti intellettuali e istituzionali, come quella che si può generare tra EuroMeSCo e COPPEM, è oggi più che mai necessaria per costruire un Mediterraneo di pace, dialogo, diritti e prosperità condivisa. In questa direzione, il COPPEM è pronto a fare la sua parte.