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Dalla siccità ai flussi migratori: la voce di Arianna Censi su come il Patto per il Mediterraneo può diventare concreto grazie ai territori.

Nella sua intervista rilasciata in occasione della 16ª Sessione Plenaria dell’ARLEM a Palermo, Arianna Censi – Membro ARLEM, esponente del Gruppo PES nel Comitato Europeo delle Regioni, Vicepresidente della Commissione COTER e componente della Commissione ENVE – offre una lettura lucida e profondamente pragmatica del nuovo Patto per il Mediterraneo.

Censi parte da un punto fermo: il Mediterraneo può ritrovare una direzione solo attraverso l’azione concreta dei territori, cioè comuni, regioni, città metropolitane, sindaci e amministrazioni locali, che sono gli unici soggetti in grado di trasformare obiettivi europei in risultati reali per le persone. È da questi livelli istituzionali che può nascere quella relazione “virtuosa” tra le due sponde del Mediterraneo e l’Unione Europea che, nelle sue parole, costituisce la vera speranza del nuovo Patto.

Guardando ai trent’anni trascorsi dal Processo di Barcellona, Censi osserva come il quadro geopolitico e ambientale sia radicalmente mutato: crisi climatica, siccità, stress idrico, desertificazione e nuovi flussi migratori impongono oggi una cooperazione più pragmatica, capace di legare sostenibilità, transizione verde ed equità sociale.

Sottolinea la necessità di evitare ogni forma di nuova “colonizzazione” tecnologica o energetica, ponendo al centro invece una logica di ricadute territoriali dirette, affinché le comunità locali possano trarre benefici effettivi dagli investimenti in rinnovabili, infrastrutture idriche, resilienza ambientale e sviluppo economico.
Censi insiste su un punto chiave: le strategie europee devono essere declinate a livello locale, altrimenti restano astratte. La discussione sulla carenza idrica, le risoluzioni sul clima, i pareri su sostenibilità e Green Deal hanno senso solo se diventano strumenti operativi nelle mani degli enti territoriali.
Chiude con un richiamo energico al realismo e alla responsabilità condivisa:
siamo obbligati a essere fiduciosi, ma soprattutto operativi. L’Europa del Mediterraneo si costruisce facendo.

 

clicca qui per l’intervista ad Arianna Censi: “Il Mediterraneo riparte dai territori”