<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.91"><channel><title>COPPEM News</title><description></description><link>http://www.coppem.org</link><language>it</language><item><title><![CDATA[Finanziamenti europei per la ricostruzione di Gaza]]></title><description><![CDATA[22/05/2013 - L'unione europea, con un contributo di 1.6 milioni di euro, continua a finanziare il programma per la ricostruzione del settore privato nella Striscia di Gaza sotto il controllo dell&rsquo;Autorit&agrave; palestinese. Un aiuto importante all&rsquo;economia locale per la creazione di posti di lavoro e per il sostentamento della popolazione colpita, nel periodo 2008-2009, dalle restrizioni della campagna militare israeliana Cast Lead (Piombo fuso), che aveva l'intento di neutralizzare Hamas e migliorare la sicurezza intorno alla Striscia di Gaza.
L&rsquo;iniziativa lanciata su larga scala nel 2010, coinvolge sostenitori di varia natura, per un importo complessivo di 22.7 milioni di euro. Gli importi sono stati corrisposti in dieci rate e non si escludono altri aiuti in futuro.
(g.c)]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=357]]></link></item><item><title><![CDATA[Sviluppare la dimensione europea dello sport]]></title><description><![CDATA[17/05/2013 -  di Giovanna Cirino
 
L'importanza del valore dello sport nell'educazione dei giovani &egrave; cosa risaputa. Allena alla vita. Svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo fisico ed emotivo, non solo agonismo ma strumento di socializzazione, momento formativo in cui s'impara a non arrendersi di fronte alle difficolt&agrave;, a tollerare le sconfitte, a gestire i successi, a fare squadra apprezzando l&rsquo;apporto di tutti, nessuno escluso. Esperienze che tornano poi utili da adulti nella vita privata e nella dimensione pubblica di cittadini. E' altrettanto risaputo per&ograve; che le giovani generazioni possono diventare soggetti a rischio: si comincia con gli integratori, poi si provano gli anabolizzanti ed il passo al doping diventa breve.
La cooperazione e il dialogo in materia di sport a livello comunitario sono enormemente migliorati grazie al Libro bianco sullo sport del 2007. Quasi tutte le proposte contenute nel piano d'azione che l'accompagnava - intitolato a Pierre de Coubertin - sono state realizzate o sono in fase di attuazione. Dalle consultazioni degli Stati membri dell'Unione europea &egrave; emerso un ampio consenso sui temi prioritari nell'agenda per lo sport: tutela dei minori e protezione ambientale; promozione dell'attivit&agrave; fisica a vantaggio della salute; lotta al doping; istruzione e formazione; volontariato; inclusione sociale attraverso lo sport, compreso lo sport per i disabili e la parit&agrave; dei sessi nello sport; lotta alla violenza e alla discriminazione.
 
La Commissione europea nell'ambito dell'azione preparatoria &ldquo;Partenariato europeo per gli sport&rdquo;, invita enti pubblici ed organizzazioni senza scopo di lucro, a presentare progetti transnazionali al fine di individuare e testare reti adeguate e buone pratiche nel settore dello sport ,riguardo ai seguenti aspetti:
1)    rafforzamento della buona governance e della duplice carriera nello sport, favorendo la mobilit&agrave; dei volontari, degli allenatori, dei dirigenti e del personale delle organizzazioni sportive senza scopo di lucro;
2)    tutela degli atleti, in particolare i pi&ugrave; giovani, contro i rischi per la salute e la sicurezza migliorando le condizioni di allenamento e di competizione;
3)    promozione di sport e giochi tradizionali europei.
 
Obiettivo principale dell'azione preparatoria &egrave; quello di organizzare le future attivit&agrave; dell'UE (periodo 2014-2020) nel quadro della sezione relativa allo sport, giovent&ugrave; e formazione, partendo dalle priorit&agrave; stabilite nel &ldquo;Libro bianco sullo sport del 2007&rdquo; e dalla comunicazione del 2011 &ldquo;Sviluppare la dimensione europea dello sport&rdquo;.
Le candidature - trasmesse utilizzando i moduli forniti - devono essere inviate entro il 19 luglio 2013 (fa fede il timbro postale) al seguente indirizzo:
Commissione europea, Direzione generale dell&rsquo;Istruzione e della cultura &mdash; Unit&agrave; D2 (Sport) J-70, 03/178, 1049 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGI&Euml;.
Ulteriori testi relativi al presente invito, che comprendono il modulo di candidatura e la guida del programma, sono disponibili al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/sport/preparatory_actions/doc1009_en.htm 
 
 
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=356]]></link></item><item><title><![CDATA[Budget europeo 2014-2020, l&#180;impatto sulla spesa pubblica degli Enti locali]]></title><description><![CDATA[07/05/2013 - di Giovanna Cirino
Il Comitato delle Regioni e dei poteri locali (CdR) e la Banca europea d&acute;investimenti (BEI), con il patrocinio della presidenza irlandese e del Consiglio dell'UE, organizzano il prossimo 13 maggio, a Bruxelles, un incontro con i governi centrali, gli enti locali, gli organi pi&ugrave; rappresentativi della Commissione europea, le banche e gli istituti finanziari, organizzazioni internazionali, associazioni europee, imprese e universit&agrave;. In Europa il 65 % degli investimenti di capitali comunitari &eacute; effettuato dagli enti locali e regionali. La crisi degli ultimi cinque anni ha avuto forti ripercussioni sulle capacit&agrave; di investimento delle citt&agrave; e delle regioni dell'Unione. Il budget europeo &eacute; per la prima volta in diminuzione (periodo 2014-2020) e questo causer&agrave; non pochi problemi agli investitori pubblici e privati, preoccupati di garantire la stabilit&agrave; e il lavoro nel lungo periodo.L'impatto del risanamento di bilancio si fa sentire a tutti i livelli di governance, occorre dunque accelerare l'attuazione sul campo della strategia Europa 2020 per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva.
Obiettivi della conferenza sono: 
&middot;       mettere a disposizione degli enti locali e regionali una piattaforma per presentare le loro posizioni in relazione alle tendenze nelle finanze pubbliche subnazionali;
&middot;       discutere l'impatto della governance economica europea sulla capacit&agrave; del livello regionale e locale di governo di attuare l'approccio di crescita della strategia Europa 2020;
&middot;       basarsi sull'esperienza e sulle prospettive degli strumenti finanziari della BEI e dei fondi strutturali dell'UE per il periodo 2014-2020, per catalizzare "investimenti di qualit&agrave;" sul terreno;
&middot;       avvalersi infine dell'aiuto degli esperti invitati per studiare gli sviluppi recenti e le buone pratiche dei partenariati pubblico-privati, delle sinergie tra i bilanci a tutti i livelli di governance e dell'ingegneria finanziaria a livello locale e regionale.
Tra gli speaker saranno presenti Valc&aacute;rcel Siso, presidente del CdR, Werner Hoyer, presidente della Banca d&acute;investimenti, Jean-Claude Juncker, il Primo ministro del Lussemburgo ed il Ministro irlandese Brendan Howlin. Prevista inoltre, una tavola rotonda sul tema &ldquo;L&acute;impatto della crisi sugli Enti locali&rdquo; e sulla &ldquo;Sicurezza finanziaria e gli interventi pubblici e private per migliorare la qualit&agrave; degli investimenti&rdquo;.
 
Email: forum@cor.europa.eu
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=355]]></link></item><item><title><![CDATA[Ambiente: processo del "Bottom Up". Quando la politica parte dal basso per risolvere problemi globali. A Pescara, I&#176; incontro dei coordinatori territoriali del Patto dei Sindaci.]]></title><description><![CDATA[06/05/2013 - di Roberta Puglisi
Presentazione e condivisione di alcune delle buone pratiche di multi-level governance articolate da Coordinatori italiani ed esteri. Creazione di un network per la cooperazione tra i diversi Coordinatori. 
Sono questi alcuni degli obiettivi del Primo incontro dei Coordinatori territoriali del Patto dei Sindaci, che si terr&agrave; a Pescara il 7 maggio prossimo, nella sala G. D'Annunzio dell'Aurum. 
Organizzato per la prima volta in Italia dalla Regione Abruzzo in stretta sinergia con l'Ufficio del Patto dei Sindaci, l'evento si focalizzer&agrave; su tre temi fondamentali: supporto tecnico, supporto finanziario e modelli di multi-level governance e cooperazione con gli attori locali. 
Ricco il programma che prevede, tra gli altri interventi, anche l'autorevole partecipazione, in qualit&agrave; di relatori, di rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, della Commissione Europea (DG Energia), del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea, e dll'Ufficio del Patto dei Sindaci (CoMO). 
L'incontro di Pescara rappresenta una grande soddisfazione per migliaia di comuni sparsi per l'Europa che hanno aderito al Patto dei Sindaci, l' iniziativa lanciata nel 2008 dalla Commissione Europea nell'ambito della seconda edizione della Settimana europea dell'energia sostenibile. 
Comuni che nero su bianco si sono impegnati a predisporre un Piano di Azione con il fine di ridurre di oltre il 20% le proprie emissioni di gas serra. 
Comuni che hanno adottato politiche e misure locali per aumentare il ricorso alle fonti di energia rinnovabile. Oggi, a distanza di cinque anni, con 4 mila enti locali che hanno aderito, il Patto dei Sindaci &egrave; considerato dalle istituzioni europee come un eccezionale modello di governance multilivello. 
Ai governi locali, infatti, si riconosce di svolgere un ruolo decisivo nella mitigazione degli effetti conseguenti al cambiamento climatico, soprattutto se si considera che l&rsquo;80% dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 &egrave; associato alle attivit&agrave; urbane.

Programma
 http://www.regione.abruzzo.it/xAmbiente/docs/pattoSindaci/programma_def_1.pdf
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=354]]></link></item><item><title><![CDATA[UpM: proposta la creazione di una banca euromediterranea]]></title><description><![CDATA[26/04/2013 - di Giovanna Cirino
L'assemblea dei parlamentari dei 43 Paesi dell&rsquo;Unione per il Mediterraneo (UpM) durante i lavori della commissione affari economici, ha rilanciato il progetto dell'istituzione di una banca euro-mediterranea &ldquo;specifico strumento finanziario per la regione, per affrontare i bisogni dei Paesi del Mediterraneo in una maniera pi&ugrave; coordinata e tempestiva e contribuire al processo in corso di trasformazione e democratizzazione". Il nuovo strumento finanziario si baser&agrave; sulle esperienze del FEMIP - Fondo Euro Mediterraneo di Investimento e Partenariato - creato dal Consiglio di Barcellona nel marzo 2002, per promuovere lo sviluppo economico e la stabilit&agrave; politica e sociale dei Paesi partner del Mediterraneo attraverso il potenziamento dell&rsquo;attivit&agrave; della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) nella regione.
Il Segretario generale dell'UpM, Fathallah Sijilmassi, nel contesto della definizione dei prossimi obiettivi della Politica europea di vicinato e delle prospettive finanziarie 2014-2020, ha ricordato che occorre creare almeno 40 milioni di posti di lavoro per rispondere alle esigenze della popolazione (nella regione del sud del Mediterraneo ci sono ben 80 milioni di giovani).
A gran voce, &egrave; stata anche richiesta una facilitazione nel rilascio dei visti per i cittadini dell'area (sempre tenendo in considerazione la sicurezza) per promuovere una reale cooperazione e scambi concreti fra le due sponde . Nello specifico, il testo fa riferimento a '' imprenditori, studenti, professori, esperti, turisti, ricercatori, artisti e altri cittadini, allo scopo di ridurre gli enormi gap e facilitare gli scambi che attualmente colpiscono la mobilit&agrave; sociale, economica e culturale. ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=353]]></link></item><item><title><![CDATA[Piattaforma dei diritti fondamentali a Vienna]]></title><description><![CDATA[10/04/2013 - L'Agenzia Europea per i diritti fondamentali (FRA) organizza a Vienna, il 25 e 26 aprile prossimi, la sesta edizione della Piattaforma dei diritti fondamentali (FRP), rete di cooperazione che conta pi&ugrave; di 300 organizzazioni non governative che lavorano su una variet&agrave; di questioni relative ai diritti fondamentali in tutta l&rsquo;Unione europea. Nell&rsquo;evento del 2013, il focus sar&agrave; sulla non-discriminazione e sul crimine d&rsquo;odio.
La manifestazione annuale ha lo scopo di promuovere un dibattito europeo sui diritti irrinunciabili tra le diverse organizzazioni della societ&agrave; civile, facilitare la conoscenza e lo scambio di buone pratiche tra i partecipanti, informare il lavoro dell&rsquo;Agenzia sulle sfide e le iniziative in campo creando opportunit&agrave; di networking e di cooperazione.
Numerosi incontri tematici si svolgeranno nel corso dei due giorni; una tavola rotonda esaminer&agrave; i modi in cui si pu&ograve; contribuire a far avanzare le politiche contro la discriminazione nell'Ue. Le organizzazioni di assistenza alle vittime e altri professionisti condivideranno le loro esperienze di sostegno alle vittime di crimini d'odio. Solo organizzazioni che fanno parte della Piattaforma potranno prender parte all&rsquo;incontro. La partecipazione di altri ospiti e osservatori &egrave; possibile tramite invito. L'Agenzia ospiter&agrave; per la prima volta, un evento pre-meeting, offrendo ai partecipanti l'opportunit&agrave; di incontrare direttamente i suoi esperti.
La giornata open day avr&agrave; luogo presso la sede della FRA di Vienna, in Schwarzenbergplatz 11, il 24 aprile dalle 14,30 alle 18,00.
(G.C)
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=352]]></link></item><item><title><![CDATA[Ungheria, democrazia a rischio]]></title><description><![CDATA[04/04/2013 - di Giovanna Cirino
 
Era il primo maggio 2004 quando l'Unione europea si &ldquo;allargava&rdquo; passando da quindici a venticinque stati membri. Nuovi scenari ed equilibri geo-politici si profilavano all'orizzonte ed un vento di ottimismo e speranza soffiava sul Vecchio continente. Per i nove paesi dell'Europa orientale che avevano aderito, l&rsquo;allargamento non significava solo l&rsquo;unificazione della Regione e la creazione di un grande mercato, ma rappresentava una risposta democratica alle ferite del passato che ancora bruciavano dopo la caduta del comunismo: diritti umani, equit&agrave; sociale, libert&agrave; d'espressione, ripresa economica. In poche parole la costruzione di una comunit&agrave; coesa e giusta.
A distanza di nove anni invece, Thomas Hammarberg, commissario per i diritti dell'Uomo del Consiglio d'Europa, ha dichiarato con preoccupazione che &laquo;la democrazia &egrave; in pericolo in Ungheria&raquo; ed ha inviato una lettera al ministro degli Esteri magiaro, invitandolo a rivedere le modifiche costituzionali volute dal premier Victor Orb&agrave;n ed approvate a stragrande maggioranza dal Parlamento, lo Orszagh&agrave;z,  (265 s&igrave;, 11 no e 33 astensioni), lo scorso marzo. Le recenti riforme costituzionali infatti, sono coercitive della libert&agrave; di coscienza, non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani, sono discriminanti e intolleranti in materia di asilo e migrazione, mettono in serio pericolo la libert&agrave; di espressione e di culto, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Hammarberg ha indicato una serie di disposizioni non conformi alla Convenzione europea dei diritti umani, per esempio, l'indipendenza dei media del servizio pubblico, le nuove sanzioni nei loro confronti; il controllo dei contenuti delle notizie. &laquo;Questa carenza - conclude il Commissario - porta l'Ungheria fuori dal sistema democratico, che comporta l'efficienza di istituzioni che costituiscano freni e contrappesi al potere esecutivo&raquo;. Recentemente Marton Gyongyosi, membro del partito antisemita di estrema destra &ldquo;Jobbik&rdquo;, ha affermato che &laquo;sarebbe l'ora di stilare una lista degli ebrei presenti in Ungheria, soprattutto di quelli presenti in parlamento e nel governo, che possono rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale&raquo;. La dichiarazione ha ovviamente provocato lo sdegno della comunit&agrave; internazionale (con una nota inusuale congiunta firmata dai vertici dell'Unione, il presidente della Commissione europea, Jos&eacute; Manuel Durao Barroso ed il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland) e le proteste di migliaia di ungheresi, scesi in piazza a manifestare contro il governo. Rigurgiti di antigiudaismo, sostanziale controllo dei mezzi radiotelevisivi, delle universit&agrave;, della banca centrale e anche dei pi&ugrave; prestigiosi teatri del paese; stretta sulla legge elettorale, Corte costituzionale sostanzialmente esautorata (non pu&ograve; esaminare cambiamenti sui contenuti della Carta, ma solo dal punto di vista formale), sono alcuni dei punti salienti del governo di Victor Orb&agrave;n, alla guida dell'Ungheria dal 2010, quando ha preso il potere cavalcando l'onda della crisi economica. Le modifiche autoritarie alla Costituzione, imposte dal suo partito, la &ldquo;Fidesz&rdquo;, sono gravi, stravolgono i principi dello Stato di diritto: in pratica introducono la liceit&agrave; di limitazioni della libert&agrave; d'espressione; trasformano i laureati in prigionieri del paese, con divieto d'espatrio per dieci anni; criminalizzano i senzatetto se dormono in strada, e soprattutto, distruggono il principio costitutivo di ogni democrazia e del mondo libero, la separazione tra i poteri e i sistemi di &ldquo;checks and balances&rdquo;. Un &ldquo;golpe bianco&rdquo; - come &egrave; stato pi&ugrave; volte definito - che vieta i dibattiti elettorali su radio e tv private; che impedisce alle coppie non sposate, senza figli o omosessuali di essere definite &ldquo;famiglia&rdquo;, privandole degli stessi diritti e agevolazioni della famiglia eterosessuale ufficialmente sposata e con figli; il vecchio partito comunista &egrave; definito &ldquo;organizzazione criminale&rdquo;, permettendo perci&ograve; di processare politicamente gli oppositori con pretesti costituzionali. Durissimi i giudizi, non solo della Ue, di Washington, dei media di tutto l'Occidente libero, ma anche dei costituzionalisti ungheresi. Come Gyoergy Koll&agrave;th, secondo cui &laquo;questa Costituzione distrugge la separazione dei poteri e la collaborazione reciproca e in spirito di fiducia tra gli organi costituzionali, e al tempo stesso &egrave; un ripudio da parte ungherese dei valori europei che avevamo accettato liberamente dopo la fine del comunismo nel 1989&raquo;. Intanto l'economia &egrave; in recessione, la situazione del mercato del lavoro, specie per i giovani &egrave; insieme a quella greca la peggiore in tutta Europa ed &egrave; crollato il fiorino, ne occorrono 303 per un euro, la peggior quotazione da anni anni.
A Budapest, sul Danubio nel cuore d'Europa, tramonta dunque la libert&agrave;, muoiono i valori liberali e democratici ed esplode un duro conflitto tra il governo nazional-populista e l'amministrazione degli Stati Uniti e dell'Unione europea. &laquo;E' assurdo pretendere di farci accettare ordini dall'estero - hanno detto i responsabili del partito di Orb&agrave;n, le modifiche costituzionali sono solo "tecniche" o piccole correzioni. Nessuno speri in una marcia indietro&raquo;. Cosa pu&ograve; fare L'Unione europea? Potrebbe fare di pi&ugrave;, ma non molto. I governi devono essere rovesciati dall'interno, tocca agli ungheresi ribellarsi a &ldquo;Viktator&rdquo;, come &egrave; stato soprannominato il premier populista ed euroscettico. Dopo la rivoluzione del 1956, repressa con violenza dalle truppe sovietiche, i cittadini hanno una seconda opportunit&agrave; per difendere i loro diritti civili, lottare per la propria libert&agrave; e respingere lo spettro neonazista. Al momento si registra  che circa 500mila ungheresi hanno abbandonato il Paese, &egrave; la parte pi&ugrave; qualificata della societ&agrave;: professionisti, medici, operai specializzati, neo-laureati. Le mete preferite sono la Germania, l'Austria e Londra. L'esodo, che riguarda il 12% della popolazione, rischia di creare tra l'altro un buco nelle entrate fiscali.
 
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=351]]></link></item><item><title><![CDATA[Diritto all&#8217;acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari]]></title><description><![CDATA[22/03/2013 - di Giovanna Cirino
 
Pi&ugrave; di un milione di cittadini hanno inoltrato la richiesta all&rsquo;Unione Europea di una normativa che sancisca il diritto all&rsquo;acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, cos&igrave; come riconosciuto dalle Nazioni Unite.
&ldquo;Right2Water2&rdquo; &egrave; il nome dell&rsquo;iniziativa, per cui&ldquo;l&rsquo;acqua &egrave; un bene pubblico, non una merce&rdquo;. I promotori chiedono all&rsquo;Ue che &ldquo;vengano garantiti, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari sottraendo la gestione delle risorse idriche a qualsiasi forma di liberalizzazione&rdquo;.
Da quando con il Trattato di Lisbona del 2011, &egrave; stato introdotto lo strumento di partecipazione attiva popolare, &egrave; la prima volta che si riesce a raggiungere il tetto di adesioni richiesto. Il nuovo diritto dei cittadini permette di presentare alla Commissione europea proposte su questioni per le quali l&rsquo;UE ha la competenza di legiferare (art.11, n. 4TUE). In base al regolamento le iniziative devono essere sottoscritte da almeno un milione di persone provenienti da 7 o pi&ugrave; Stati membri dei 27 dell&rsquo;Unione.
L&rsquo;acqua potabile &egrave; un diritto umano universale, sulla base di questo principio gli organizzatori di &ldquo;Right2Water2&rdquo; chiedono all&rsquo;Ue di intensificare il proprio impegno e di imporre ai governi che tale diritto sia garantito a tutti i cittadini. L&rsquo;approvvigionamento di acqua potabile e l&rsquo;amministrazione delle risorse idriche non possono essere soggetti &ldquo;alle logiche del mercato unico&rdquo;. La battaglia per l&rsquo;acqua pubblica europea &egrave; assai complessa e non pu&ograve; essere affrontata da singole realt&agrave; bens&igrave; in una dimensione sovranazionale, soprattutto nel momento in cui si assiste ad una grave speculazione finanziaria internazionale che spinge verso le privatizzazioni.
 
Per sottoscrivere questa petizione basta andare su www.acquapubblica.eu]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=348]]></link></item><item><title><![CDATA[Tunisia: la rivoluzione incompiuta]]></title><description><![CDATA[08/02/2013 - di Giovanna Cirino
Un venerd&igrave; nero quello che vive oggi la Tunisia dopo l&rsquo;uccisione di Chokri Belaid, leader laico dell&rsquo;opposizione di sinistra, freddato sotto casa a Tunisi, con quattro colpi di pistola a distanza ravvicinata. Lutto nazionale e funerali in forma solenne nel distretto di Jelloud Djebel, dove pi&ugrave; di 3mila persone hanno reso omaggio al feretro del segretario del partito dei patrioti democratici, che sar&agrave; sepolto nel cimitero di El Jellaz. La salma di Belaid, attivista per i diritti umani, avvolta nella bandiera, &egrave; stata portata a bordo di un camion scoperto dell&rsquo;Esercito, una scelta di grande valore simbolico che gli sancisce il rango di &ldquo;martire&rdquo;.
Il principale sindacato dei lavoratori, l&rsquo;Ugtt (Union Generale Tunisienne du Travail), con circa mezzo milione di iscritti, ha organizzato in segno di protesta uno sciopero generale ed ha chiesto a tutti, manifestanti e forze dell&rsquo;ordine, di &ldquo;mantenere alto lo spirito civile e di seguire il corteo pacificamente&rdquo;. Ma il rischio che la situazione degeneri &egrave; altissimo: la capitale &egrave; blindata: ieri &egrave; stata attaccata una stazione di polizia ed &egrave; morto un agente di 46 anni; le universit&agrave; e le scuole sono chiuse, annullati tutti i voli da e per la Tunisia; numerosi incidenti e saccheggi si sono verificati nelle citt&agrave; di Ksar Helal, Gafsa e di Moknine, oltre ai violenti disordini a Sfax, culminati con l&rsquo;assalto al governatorato e l&rsquo;arresto di circa 200 persone. 
Messi in discussione i risultati della rivoluzione dei &ldquo;gelsomini&rdquo; che non ha realizzato una politica moderna e quel percorso dialettico richiesto, il Paese sprofonda ora, nel caos e nella paura, mentre le opposizioni hanno annunciato le dimissioni di massa dall&rsquo;Assemblea costituente. Il premier Hamadi Jebali, che ha definito l&rsquo;attentato &ldquo;un atto di terrorismo&rdquo;, ha proposto di sciogliere l&rsquo;attuale governo e creare un esecutivo tecnico di unit&agrave; nazionale; contrario per&ograve;, Ennhada, il partito islamico di maggioranza, guidato da Rached Gannouchi, che ha respintol&rsquo;iniziativa. La Tunisia si trova sull&rsquo;orlo di una pericolosa crisi istituzionale che coinvolge le derive islamiste: sono in molti infatti a pensare, che esista &ldquo;un&rsquo;agenda politica segreta salafita&rdquo; che ha come obiettivo la guerra all&rsquo;Occidente e la regressione sociale e culturale della nazione. 
Chi &egrave; il mandante di questo delitto politico? Difficile dare una risposta, sono in molti ad avere interesse a far perdere il controllo, a volere le piazze &ldquo;infuocate&rdquo; per rendere ingovernabile la Tunisia. Secondo Bassma, moglie di Belaid, il colpevole morale &egrave; Rached Gannouchi, reo di voler islamizzare i costumi, ma nella lista dei sospettati, oltre alla frangia dei salafiti jihadisti (esistono anche i salafiti non violenti), possono essere aggiunti i seguaci di Ben Al&igrave;. Di certo a scontrarsi in questo momento sono le due anime della Tunisia, quella laica e moderna opposta a quella islamista conservatrice. 
 
 
]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=347]]></link></item><item><title><![CDATA[Il ruolo dei media nella Primavera araba]]></title><description><![CDATA[09/01/2013 - Si terr&agrave; a Roma, il 22 gennaio, alle ore 19.00, la conferenza dal titolo &ldquo;Il ruolo dei media nella Primavera araba&rdquo;, presso l'Aranciera di San Sisto.
Organizzata dall'ufficio al Cairo del Coppem, in collaborazione con Nuovi cittadini per l'Italia e sostenuta dal Comune di Roma, offrir&agrave; un'occasione di riflessione sulle rivoluzioni maghrebine e sul futuro dell'Egitto.]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=346]]></link></item><item><title><![CDATA[Cooperazione transfrontaliera Euromed, &#232; boom di progetti]]></title><description><![CDATA[09/01/2013 - Tanti i progetti presentati in occasione del primo bando dello strumento di cooperazione transfrontaliera (Cross-border cooperation - CBC) fra Paesi dell&rsquo;area euromediterranea, promosso nell&rsquo;ambito della politica europea di vicinato dell&rsquo;Ue. Sono circa 600 le iniziative presentate, un record per un programma di cooperazione europeo. Quindici, invece, i programmi finanziati da questo strumento che complessivamente, conta su un budget di un miliardo di euro per il periodo 2007-2013. Nove dei programmi si occupano di confini terrestri, tre di confini marittimi e altri tre sono relativi a bacini marittimi. L&rsquo;idea generale &egrave; quella di rafforzare la sicurezza transfrontaliera, ma la cooperazione si gioca anche in ambiti differenti. Il pi&ugrave; importante programma in termini di copertura geografica &egrave; il &ldquo;Bacino marittimo Mediterraneo&rdquo;, che coinvolge 14 Paesi, dispone di un budget di 173 milioni di euro e vede la Regione Sardegna capofila.
Diversi i fronti di intervento di questa iniziativa di cooperazione: dall&rsquo;industria agroalimentare all&rsquo;energia solare, fino al riciclaggio dei rifiuti, gestione dell&rsquo;acqua e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale. Per partecipare occorre che almeno la met&agrave; delle attivit&agrave; dei progetti siano attuati nei Paesi partner del Mediterraneo.
Per approfondimenti: ENPI - Info Centre EuroMed.
 
Fonte Ansamed]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=345]]></link></item><item><title><![CDATA[PROTEZIONE CIVILE PROGRAMMA EUROMED 2013-2016]]></title><description><![CDATA[03/01/2013 - di Giovanna Cirino
 
Partir&agrave; in primavera il nuovo programma 2013-2016 della Commissione europea per la Protezione civile nella regione euromediterranea. Sar&agrave; finanziato con cinque milioni di euro che arriveranno dallo strumento della Politica europea di vicinato. Prevenzione, preparazione e risposta alle calamit&agrave; naturali ed antropiche (Prevention, Preparedness and Response to Natural and Man-made Disasters - PPRD South)che negli ultimi venti anni sono state 1.085, causando pi&ugrave; di 47.000 vittime. &lt;Praticamente un disastro a settimana - ha affermato Kristalina Georgieva, commissario Ue alla cooperazione internazionale - questo significa, che nessun Paese puo&rsquo; affrontare da solo sfide cos&igrave; grandi e frequenti; &eacute; necessaria una migliore e maggiore cooperazione a livello regionale&gt;.
 Il nuovo piano si concentrer&agrave; pi&ugrave; sulla prevenzione che sulla risposta ai disastri. Quattro saranno le principali attivit&agrave; d&rsquo;azione:

    rafforzare la cooperazione fra le istituzioni Ue e quelle dei Paesi partner del Sud del Mediterraneo coinvolte nella protezione civile;
    incoraggiare una risposta coordinata dei Paesi colpiti dalla stessa catastrofe;
    stimolare lo sviluppo di un approccio regionale alla gestione dei disastri, basata sulla prevenzione;
    coinvolgere non solo i governi ma anche la societ&agrave; civile.

 La cooperazione euro-mediterranea nel campo della Protezione Civile &egrave; iniziata nel 1998, nel quadro del Processo di Barcellona, con due programmi finanziati dall&rsquo;Unione europea: un Programma Pilota di 5 anni (1998-2004) guidato da Italia ed Egitto, ed il Programma Bridge di quattro anni (2004-2008) a gestione francese, che ha contribuito a preparare il terreno al PPRD South il cui obiettivo &egrave; quello di contribuire al miglioramento delle capacit&agrave; di prevenzione, preparazione e risposta ai disastri a tutti i livelli: internazionale, nazionale e locale. A questo scopo sono state definite quattro linee di attivit&agrave; nel corso dei tre anni di durata del Programma:
&middot;       Valutazione del rischio - promuovendo lo sviluppo di strumenti di gestione del rischio come analisi del rischio, mappe del rischio, manuale operativo di protezione civile;
&middot;       Prevenzione e preparazione - organizzando seminari di formazione, visite di studio e assistenza tecnica e sensibilizzando le parti coinvolte sulla creazione delle piattaforme nazionali per la riduzione del rischio e promuovendo un pi&ugrave; alto livello di cooperazione regionale;
&middot;       Risposta - contribuendo al miglioramento della copertura e del coordinamento dei sistemi di allerta esistenti e dei relativi centri operativi e realizzando esercizi di simulazione;
&middot;       Informazione e comunicazione - migliorando il livello di informazione e aumentando la consapevolezza delle popolazioni dei paesi coinvolti su esposizione al rischio, strumenti di prevenzione e di risposta.
&middot;        
Per informazioni: info@euromedcp.eu
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=344]]></link></item><item><title><![CDATA[Assemblea Nazioni Unite: messe al bando le mutilazioni genitali femminili]]></title><description><![CDATA[28/12/2012 -  di Giovanna Cirino
L'assemblea generale dell'Onu ha adottato la risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (FGM), depositata dal gruppo dei Paesi africani e sponsorizzata dai due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite.
L&rsquo;FGM &egrave; una violazione dei diritti umani, &ldquo;un abuso irreparabile e irreversibile&rdquo;. Secondo l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; sono circa 140 milioni le bambine nel mondo che hanno subito questa orrenda pratica. Ogni anno almeno tre milioni rischiano ancora di rimanerne vittime. La mutilazione varia a seconda dei Paesi dove viene eseguita, e va dal taglio della punta del clitoride all&rsquo;asportazione dell&rsquo;intero clitoride e delle grandi labbra. Viene compiuta sulle neonate o sulle bambine prima dell&rsquo;adolescenza. Nei 28 Paesi che la praticano in Africa, in Medio Oriente ed in Asia, chi la difende sostiene che si tratta di una "tradizione" che &ldquo;protegge&rdquo; le donne dai rapporti prematrimoniali e dalla promiscuit&agrave; sessuale. L&rsquo;ambasciatore del Burkina Faso alle Nazioni Unite, Der Kogda, ha aspramente protestato contro queste &ldquo;false giustificazioni&rdquo;, usate per continuare a mantenere in vita una violenza antica duemila anni. Le donne che l&rsquo;hanno subita la descrivono come una &ldquo;esperienza&rdquo; umiliante e dolorosa, paragonabile allo stupro. Nei villaggi del Senegal, il &ldquo;taglio&rdquo; avviene solitamente con un coltello sacro, sempre lo stesso e mai lavato. Questa abitudine causa numerose infezioni, talvolta mortali come il tetano. La medicina conferma che la mutilazione genitale non riveste alcuna utilit&agrave; pratica, ma ha solo l&rsquo;effetto di amputare il corpo femminile per ridurne la sensibilit&agrave; sessuale. Negli ultimi dieci anni, l&rsquo;Italia &egrave; stata sempre in prima linea nella lotta contro questo abuso. IlNew York Times ha ospitato alla vigilia del voto dell&rsquo;ONU, un articolo di Emma Bonino, che spiegava il significato del documento in discussione e riassumeva la lunga battaglia condotta dalle Ong fianco a fianco con numerosi istituzioni governi. &lt;E&rsquo; la prima volta che le Nazioni Unite assumono una posizione ufficiale di condanna - dichiara la Bonino - la risoluzione cambia il paradigma d&rsquo;azione ma non si deve abbassare la guardia finch&eacute; il testo non diventer&agrave; realt&agrave;&gt;. I Paesi che ancora non l&rsquo;hanno fatto sono stati chiamati ad &ldquo;adottare una legislazione e a farla rispettare&rdquo;. La risoluzione infatti, non ha valore vincolante, ma il fatto che sia stata votata all&rsquo;unanimit&agrave; riveste un peso morale e politico non indifferente.
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=343]]></link></item><item><title><![CDATA[Aprile 2013: VII Conferenza europea sulle citt&#224; sostenibili]]></title><description><![CDATA[20/12/2012 - di Giovanna Cirino
La Citt&agrave; di Ginevra e la rete delle collettivit&agrave; per lo sviluppo locale sostenibile (ICLEI), con il sostegno del CCRE (Consiglio dei comuni e regioni d'europa), organizzano dal 17 al 19 aprile 2013, al Centro internazionale di conferenze di Ginevra, 17 rue de Varemb&eacute;, la VII Conferenza europea sulle citt&agrave; sostenibili attente all&rsquo;impatto ambientale ed alla crescita economica e sociale. La conferenza offrir&agrave; ai partecipanti l&rsquo;opportunit&agrave; di dialogare con molti amministratori impegnati in prima linea su queste tematiche
Dal 1972 ad oggi, i governi di tutto il mondo hanno sottoscritto nel corso delle conferenze delle Nazioni Unite, alcune importanti dichiarazioni sullo sviluppo sostenibile: la Dichiarazione di Stoccolma (1972), la Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo (1992), la Dichiarazione di Johannesburg (2002). Inoltre sono stati adottati numerosi documenti programmatici: l'Agenda 21 di Rio de Janeiro (1992) e il Piano d'azione di Johannesburg (2002). Dichiarazioni e documenti che hanno consentito nel tempo di tracciare un percorso importante per indirizzare i governi a definire scelte programmatiche verso la sostenibilit&agrave; dello sviluppo. Ma le azioni governative necessitano anche della partecipazione di tutti i settori della societ&agrave; civile (Major Groups). A partire dal primo Vertice della Terra del 1992, &egrave; stato richiesto a questi gruppi: &lt;business e industria, bambini e giovani, agricoltori, popolazioni indigene, amministrazioni locali, organizzazioni non-governative, comunit&agrave; scientifica e tecnologica, donne, lavoratori e sindacati&gt; di partecipare in modo attivo e dare il loro contributo concreto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
 
Per maggiori informazioni: info@sustainablegeneva2013.org. ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=341]]></link></item><item><title><![CDATA[Turchia: pestata tra le mura domestiche la parlamentare Fatma Salman]]></title><description><![CDATA[14/12/2012 - di Giovanna Cirino
Si &egrave; presentata in Parlamento con il volto tumefatto. Fatma Salman, membro del partito islamico moderato turco Akp, rappresentante della Commissione parlamentare per la pari opportunit&agrave; e attivista in difesa delle donne, non ha fornito spiegazioni pubbliche, i lividi ed i vistosi ematomi &ldquo;regalo&rdquo; della brutalit&agrave; del marito, parlavano chiaro. Tutti i media ne hanno dato notizia e le foto del suo occhio nero hanno fatto il giro del mondo. La Salman ha ottenuto speciali misure di protezione, un&rsquo;ordinanza restrittiva nei confronti del marito Idris Kotan - denunciato per violenze domestiche - ed un divorzio consensuale a tempo di record. Il suo caso &egrave; diventato d'interesse internazionale, raccogliendo la solidariet&agrave; di migliaia di donne, parlamentari di tutte le formazioni politiche e di Fatma Sahin, ministra per le Politiche Sociali, che si &egrave; schierata a fianco della "sorella Fatma".
La deputata quarantaduenne ha una storia personale dolorosa che spiega bene le sue scelte: sua madre &egrave; morta per dare al marito un figlio maschio che garantisse la linea ereditaria, nonostante gli avvertimenti dei medici. Proviene da una delle zone pi&ugrave; arretrate della Turchia, la regione di Agri, al confine iraniano, dove la discriminazione delle donne &egrave; normale e la violenza su di loro assai diffusa. Fatma Salman &egrave; determinata soprattutto nel combattere i matrimoni delle bambine, illegali ma frequenti nelle zone rurali. Il fenomeno degli abusi e delle violenze sul genere femminile &egrave; una piaga nazionale: i reati sessuali denunciati alla polizia sono aumentati del 400% negli ultimi quattro anni. Secondo le agenzie che collaborano con il ministero delle Politiche sociali, si &egrave; passati da 48mila casi di violenza domestica nel 2008 ad 80mila nel 2011. Un fenomeno pi&ugrave; diffuso nel sud-est del Paese, dove le donne vivono segregate in casa, in una realt&agrave; familiare organizzata in clan. I dati ufficiali del ministero dicono che fra il 2009 e il 2012 in Turchia sono state uccise 396 donne in seguito a episodi di violenza domestica. In questo periodo oltre 4.000 sono state affidate ai servizi sociali o poste sotto tutela per allontanarle dai loro aguzzini, i mariti. Il quotidiano turco Hurriyet sottolinea come la solidariet&agrave; delle 78 colleghe deputate sia stata compatta nei confronti di Salman, a differenza di quella dei deputati uomini. Inoltre, fatto preoccupante, n&eacute; i gruppi parlamentari n&eacute; la presidenza del Parlamento hanno preso posizione sulle violenze subite dalla deputata.
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=340]]></link></item><item><title><![CDATA[EurActiv.it Alleanza Ue contro abusi sui minori in Rete]]></title><description><![CDATA[13/12/2012 - di Giovanna Cirino
 
Cecilia Malmstr&ouml;m, commissaria europea per gli Affari interni, ed Eric Holder, Attorney general degli Stati Uniti d'America, hanno inaugurato una nuova intesa internazionale, la Global Alliance against child sexual abuse online, l&rsquo;Alleanza mondiale contro l&rsquo;abuso sessuale di minori online, un&rsquo;iniziativa che associa i responsabili politici di tutto il mondo per individuare e assistere meglio le vittime e punire i colpevoli. 
EurActiv.it &egrave; uno strumento strategico di cooperazione internazionale, fondamentale per indagare efficacemente sui casi di pedopornografia in rete ed individuarne i &ldquo;consumatori&rdquo;. Viene considerato reato anche indurre un minore a posare in atteggiamenti sessualmente espliciti di fronte a una webcam, nonch&eacute; il turismo sessuale, anche quando l&rsquo;abuso &egrave; commesso al di fuori del territorio Ue (con perseguimento del responsabile al ritorno in patria). L'accordo prevede pene inasprite e l'introduzione del reato di grooming, l'adescamento online. 
Nessun paese pu&ograve; sconfiggere da solo un tale fenomeno di violenza, perch&eacute; le reti di pedofili non conoscono confini e prosperano grazie alle carenze degli ordinamenti e alla mancanza di scambi di informazioni tra i paesi. 
Sono quarantasette gli Stati che aderiscono all&rsquo;Alleanza (27 membri dell'Ue, USA,  a cui si aggiungono Albania, Australia, Cambogia, Croazia, Georgia, Ghana, Giappone, Moldova, Montenegro, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Filippine, Serbia, Corea, Svizzera, Turchia, Ucraina e Vietnam) convinti che si possano mettere in atto strategie di difesa costruttiva solo attraverso la collaborazione tra governi. 
In ogni paese aderente, inoltre, il ministro competente dovr&agrave; fornire una relazione biennale sulle azioni intraprese contro i criminali, su quelle a sostegno della Virtual Global Task Force, ad Europol e ad Interpol e, soprattutto nella protezione delle giovani vittime in tutto il mondo. 
Sono pi&ugrave; di un milione le immagini pedopornografiche attualmente in circolazione su onternet. Secondo l&rsquo;UNODC, l&rsquo;agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalit&agrave;, ogni anno vengono messe in rete 50.000 nuove immagini di abusi su minori. &Egrave; in aumento il numero di siti a contenuto pedopornografico, con 200 immagini nuove ogni giorno sul web. Le vittime ritratte sono sempre pi&ugrave; giovani e il materiale pubblicato &eacute; sempre pi&ugrave; esplicito e violento. Inoltre, il 20% circa degli autori di reati sessuali tende a commettere nuovamente il reato dopo la condanna
Nel 2011, grazie al supporto di Europol, le operazioni internazionali della polizia hanno permesso di identificare 779 sospettati in tutto il mondo, di arrestare 250 persone e di salvare 252 bambini. 
 
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=339]]></link></item><item><title><![CDATA[EURES si rinnova]]></title><description><![CDATA[13/12/2012 - Venti anni fa nasceva EURES la rete paneuropea dei servizi per l&rsquo;impiego. Per il suo ventesimo compleanno si rinnova: la Commissione europea infatti, ha deciso di avviare una riforma per migliorare il servizio e stabilire una corrispondenza diretta tra chi &egrave; alla ricerca di un impiego o desidera cambiarlo ed i posti vacanti. Novit&agrave; anche per i datori di lavoro che potranno accedere a un vasto bacino di candidati e trovare pi&ugrave; facilmente i soggetti con le competenze appropriate.  Con la riforma la rete sar&agrave; maggiormente orientata ai giovani, che solitamente hanno una maggiore propensione a spostarsi, proponendo loro tirocini e stage, che combinino lavoro e opportunit&agrave; di apprendimento.  Il portale EURES, rivolto a trentuno paesi europei, &egrave; unico nell&rsquo;Ue; fornisce un servizio gratuito di informazioni in venticinque lingue sulle condizioni di vita e di lavoro in tutti i paesi partecipanti. Riceve quattro milioni di visite mensili e produce circa 50.000 impieghi all&rsquo;anno. La riorganizzazione porr&agrave; in essere un sistema di cooperazione tra servizi per l&rsquo;impiego pubblici e privati per ampliare la copertura dei posti disponibili, attualmente pari al 30-40% dei posti vacanti complessivi. L&rsquo;attuazione della decisione di riforma &egrave; prevista per il 2014.  (g.c)]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=337]]></link></item><item><title><![CDATA[In Romania il centrosinistra vince le elezioni legislative.]]></title><description><![CDATA[11/12/2012 - di Giovanna Cirino
Si apre una nuova era in Romania. Alla fine di un duro confronto politico la coalizione di centrosinistra (Usl) del premier uscente, il quarantenne Victor Ponta, leader del partito socialdemocratico, ha vinto le elezioni politiche ottenendo la maggioranza assoluta con il 60% dei voti. I conservatori di Mihai Ungureanu (Ard), vicini al presidente Traian Basescu, con il 18% dei consensi escono dalle urne sonoramente sconfitti. Nel mese di maggio alla caduta del governo Ungureanu, era subentrato Ponta che ha promosso l&rsquo;impeachment contro il presidente Basescu, che dovrebbe finire il suo secondo mandato nel 2014. &lt;La Romania ha dovuto affrontare la peggiore crisi istituzionale dalla fine del comunismo, i cittadini hanno votato per il futuro, non per il passato. Scegliendo con la mente e con il cuore hanno confermato che le bugie non portano risultati - ha dichiarato Ponta - abbiamo vinto una battaglia estremamente importante e dopo questo momento di gioia, a partire da domani, ci sar&agrave; da lavorare sodo&gt;. Un risultato eccellente che premia il lavoro svolto in pochi mesi in cui il giovane premier ha saputo trovare, in tempi molto difficili, una soluzione tra il varo dei programmi sociali e il mantenimento della stabilit&agrave; economica, come richiesto dall&rsquo;Ue. Il nuovo esecutivo ora dovr&agrave; sostenere grandi sfide in una situazione sociale ed economica difficile.
 Cinque anni fa carica di ottimismo la Romania entrava in Europa, oggi &egrave; il secondo Paese pi&ugrave; povero dell&rsquo;Unione con livelli di corruzione molto alti ma con un potenziale importante e non ancora utilizzato nel settore dell&rsquo;agricoltura, delle energie alternative e del fotovoltaico. Al momento Romania e Bulgaria sono in attesa di entrare nell'area Schengen.
 
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=336]]></link></item><item><title><![CDATA[Il premio Nobel per la pace 2012 assegnato all&#8217;Unione europea]]></title><description><![CDATA[11/12/2012 - di Giovanna Cirino
 
Il presidente della Commissione Ue. Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ed il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz, hanno ritirato ad Oslo, il premio Nobel per la pace, assegnato quest&rsquo;anno all&rsquo;Unione europea per aver contribuito alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa. Un premio alla carriera e una speranza per il futuro del continente in crisi. Come suggerito dalla commissaria Cecilia Malmstroem, ad accompagnare i leader Ue c&rsquo;erano anche i giovani vincitori di un concorso organizzato per l&rsquo;occasione: Ana, una bambina spagnola, Ilona, universitaria polacca, Larkin, studente maltese, ed Elena, una liceale italiana. 
Bruxelles ha deciso di destinare la somma di denaro ricevuta (930 000 euro) a progetti che sostengono i bambini vittime della guerra e dei conflitti.
Nella capitale norvegese le celebrazioni erano gi&agrave; iniziate da qualche giorno tra le proteste dei no-global del gruppo Attack, della sinistra greca di Syriza e del &ldquo;tea party&rdquo; norvegese. Il riconoscimento pi&ugrave; prestigioso che un&rsquo;istituzione possa ricevere, &egrave; per&ograve; &ldquo;inciampato&rdquo; tra divisioni - come il fallimento dell&rsquo;intesa sul bilancio Ue 2014-2020 a fine novembre - ed imbarazzanti gaffe, come quella del video celebrativo realizzato per il premio, in cui non c'era alcuna traccia dell'Italia, tra i padri fondatori dell'Europa unita, n&eacute; alcun riferimento al ruolo svolto nella storia dell'integrazione europea. Dopo le proteste della diplomazia italiana, immediate sono seguite le scuse formali del Consiglio europeo. Ma se nel filmato &ldquo;corretto&rdquo; dall&rsquo;Ue, insieme a Winston Churchill, Robert Schuman, Konrad Adenauer, compare adesso anche Alcide De Gasperi, resta comunque il peso della &ldquo;svista&rdquo; proprio su quella Storia che il Comitato del Nobel ha voluto premiare. 
Il Comitato ha infatti riconosciuto all&rsquo;Ue di aver trasformato l&rsquo;Europa &laquo;da un continente di guerra a un continente di pace&raquo;, prima permettendo la pacificazione tra Francia e Germania, poi fungendo da motore per l&rsquo;affermarsi della democrazia con la caduta delle dittature in Spagna, Grecia e Portogallo, ed in seguito della Cortina di ferro nei paesi dell&rsquo;Est, a cui si aggiunge l&rsquo;impegno nella riconciliazione nei Balcani. Resta ancora aperta la &ldquo;questione cipriota&rdquo;: Nicosia infatti, &eacute; ultima capitale europea divisa in due dal filo spinato, in attesa di una soluzione al conflitto con la Turchia. &laquo;Il premio Nobel per la pace 2012 non solo &egrave; un riconoscimento dei risultati ottenuti in passato dall'Unione europea, ma guarda anche al futuro - hanno affermato i leader delle istituzioni europee - ecco perch&eacute; vogliamo che i giovani europei, che erediteranno un continente di pace e avranno la responsabilit&agrave; del futuro dell'Europa, siano con noi a Oslo&raquo;.
Il 10 dicembre 1896 &egrave; il giorno in cui mor&igrave;, a Sanremo, Alfred Nobel, l&rsquo;inventore della dinamite. Nelle sue ultime volont&agrave;, firmate al Club Svedese-Norvegese di Parigi, Nobel chiese - per bilanciare gli effetti nefasti della sua invenzione - che fosse istituito un riconoscimento per chi avesse fatto del bene al genere umano. 
L'Unione europea &egrave; la 21&deg; organizzazione internazionale a vincere il premio dal 1901.
 
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=335]]></link></item><item><title><![CDATA[Dal fallimento del protocollo di Kyoto al Patto dei Sindaci. Nuova sfida europea per la protezione dell'ambiente. Obiettivo: riduzione del 20% delle emissioni di co2. IL COPPEM sostenitore del Patto]]></title><description><![CDATA[22/11/2012 - di Roberta Puglisi
E' stato siglato l'accordo di partenariato tra la direzione Generale per l&rsquo;Energia della Commissione europea (DG ENER) e il COPPEM. Il Comitato Permanente, con questa "stretta di mano" rappresenter&agrave; e difender&agrave; l&rsquo;interesse delle autorit&agrave; locali a livello nazionale e/o europeo e promuover&agrave; lo scambio di esperienze e di buone pratiche tra i propri membri per raggiungere e superare l'obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020. Eccellente modello di governance multilivello, il Patto dei Sindaci &egrave; stato lanciato, nel 2008, dalla Commissione europea, dopo l'adozione del Pacchetto europeo su clima ed energia, per avallare e sostenere gli sforzi compiuti dagli enti locali nell'attuazione delle politiche nel campo dell'energia sostenibile. Il Patto dei Sindaci, &egrave; l'unico movimento che mobilizza gli attori locali e regionali al fine di perseguire gli obiettivi europei. Il COPPEM, sensibile al problema dell'ambiente, ha deciso di firmare l'accordo di partenariato per incentivare i propri membri ad attuare i Piani d'azione per l'energia sostenibile nei loro territori, al fine di ridurre del 20% l'emissione di anidride carbonica, causa primaria dei danni ambientali, dalle conseguenze disastrose per il nostro pianeta.]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=334]]></link></item><item><title><![CDATA[Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne]]></title><description><![CDATA[22/11/2012 - di Giovanna Cirino
Las mariposas, le farfalle, era il nome di battaglia delle tre sorelle Mirabal, donne rivoluzionarie della Repubblica Dominicana, impegnate a contrastare il regime di Rafael Le&oacute;nidas Trujillo. Una dittatura tra le pi&ugrave; spietate dell'America latina, che tenne il paese nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 17 dicembre del 1960, Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa, vanno a far visita ai loro mariti, detenuti in carcere perch&egrave; oppositori del governo trujilista. Cadono per&ograve; nell&rsquo;imboscata organizzata dagli agenti del servizio segreto militare. Saranno torturate, massacrate di bastonate, strangolate e poi gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
Il 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale dell'ONU, con la risoluzione numero 54/134, ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne invitando governi, enti locali, organizzazioni internazionali e Ong, ad organizzare attivit&agrave; politiche e culturali volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema. Da allora, ogni anno, sono migliaia le iniziative per dire NO alla violenza di genere in tutte le sue forme.
Purtroppo i risultati ottenuti non sono incoraggianti: milioni di donne nel mondo subiscono, nel corso della loro vita, stalking, violenza fisica, sessuale o psicologica. Alcune anche tutto questo insieme. La maggior parte di loro resta in silenzio, attonita, dolorante, esausta. Non denunciano per paura, per i figli, per &ldquo;la gente&rdquo;, per retaggi culturali. I dati allarmanti sono confermati dalla cronaca: il &ldquo;femminicidio&rdquo;, prevaricazione spinta fino alla morte, &egrave; in continuo aumento. Secondo un rapporto dell&rsquo; UNIFEM, il fondo ONU per lo sviluppo delle donne, &ldquo;La violenza sulle donne nel mondo &egrave; probabilmente la forma pi&ugrave; pervasiva di violazione dei diritti umani conosciuta oggi, che devasta vite, disgrega comunit&agrave; e ostacola lo sviluppo. Un problema di proporzioni pandemiche&rdquo;. Le battaglie fatte in questi anni non sono sufficienti. Si deve insistere sull'argomento, moltiplicare gli sforzi, trovare soluzioni penali, combattere la mentalit&agrave; maschilista diffusa in modo trasversale, che a parole sembra favorevole alla richieste di pari diritti, ma nella realt&agrave;, resta ancorata a sistemi arcaici.
Tra le numerose manifestazioni per celebrare il 25 novembre, &egrave; interessante ricordare l'installazione milanese alle Colonne di San Lorenzo, presentata - per la prima volta in Italia - dall'artista messicana Elina Chauvet. Zapatos Rojos &egrave; il titolo dell'opera, che consiste in una lunga fila di scarpe rosse raccolte tra amiche e conoscenti attraverso il passaparola e che rappresentano le donne vittime di violenza in tutto il mondo. Il progetto d&rsquo;arte pubblica era gi&agrave; stato allestito nel 2009, a Ciudad Ju&aacute;rez, nello stato del Chihuahua; successivamente in altri stati del Messico ed in Texas. Guerre tra narcotrafficanti, terribili dinamiche politico-economiche, povert&agrave; e degrado, fanno di Ciudad Ju&aacute;rez il luogo pi&ugrave; pericoloso al mondo per una giovane donna. Il lavoro artistico di Elina Chauvet va oltre il caso messicano, Zapatos Rojos &egrave; infatti rivolto a tutte le donne del pianeta che sono state assassinate rapite, violate, e a quelle che non hanno mai fatto ritorno a casa. &lt;La passeggiatae di scarpe rosse, senza le donne che le indossano - afferma Francesca Guerisoli curatrice della mostra - simboleggia il vuoto lasciato a livello sociale e personale da quelle donne. Ed &egrave; al tempo stesso un cammino verso l&rsquo;eliminazione delle violenze. Un progetto molto evocativo, che si basa sulla partecipazione reale delle persone. Senza le singole donazioni di scarpe, il progetto non esisterebbe. L&rsquo;installazione delle scarpe nello spazio pubblico - conclude Guerisoli - &egrave; dunque solo una delle fase del lavoro: parti fondamentali sono anche l&rsquo;attivazione della rete di solidariet&agrave; tra donne, la fase di raccolta delle scarpe e quella di verniciatura&gt;.
 
 ]]></description><link><![CDATA[http://www.coppem.org/default.asp?p=333]]></link></item></channel></rss>