DALLE PAROLE AI FATTI

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di Giovanna Cirino

Negli ultimi vent'anni, i morti o gli scomparsi nelle acque del Mediterraneo sono oltre venti mila. A un anno dalla “mattanza” di Lampedusa del 3 ottobre, in cui persero la vita 368 persone, tra cui molti bambini, dopo la passerella delle autorità istituzionali europee e italiane, e nonostante l'impegno dell'Italia con l'operazione Mare Nostrum (142mila persone salvate in un anno grazie ai pattugliamenti e ai salvataggi), le cronache hanno continuato a registrare sbarchi e tragedie nel canale di Sicilia. Occorre fermare al più presto la strage di migranti e chiedere all'Europa e alla comunità internazionale misure più coraggiose per prevenire nuove tragedie.
Il Coppem ormai da tempo sollecita l'intervento della Regione Siciliana sul fenomeno migratorio che investe l'Isola, annosa questione, cui urge trovare una soluzione nell'interesse di tutti. La Sicilia infatti, è ancora sprovvista di un ddl sull'immigrazione anche se negli anni si sono succeduti numerosi tavoli di lavoro in cui il Comitato permanente per il partenariato euromediterraneo, ha dato il proprio contributo con la partecipazione degli esperti del settore. In questi giorni, il Coppem é citato sia nel ddl sull'immigrazione presentato dall'onorevole del PD, Fabrizio Ferrandelli, sia nel ddl del parlamentare di Articolo 4, Lino Leanza. L'obiettivo di entrambi è quello di arrivare all'approvazione di una legge regionale sull'immigrazione con norme a sostegno dell’accoglienza, dell’inclusione sociale, della convivenza civile, dell’integrazione partecipe, dei diritti e della tutela dei cittadini stranieri.
La decisione dell'Unione Europea di sostituire il prossimo novembre l'operazione Mare Nostrum con Frontex Plus, ha suscitato forti critiche da parte delle istituzioni italiane. Infatti, Frontex Plus si occuperebbe solo del pattugliamento e non del salvataggio, che è stato il tratto distintivo di Mare Nostrum. A ciò si aggiunge che l'operazione non chiamerebbe alla piena corresponsabilità tutti gli Stati membri dell'Ue, lasciando quindi la riuscita dell'operazione a pochi volenterosi. Come ha spiegato poche settimane fa Cecilia Malmstroem, uscente Lady Pesc dell'Ue: “ Il nuovo intervento non sarà identico, e soprattutto, non é chiaro se si troveranno i mezzi per fare quello che ha fatto l'Italia”. Dunque la riuscita dipende da quello che i singoli Stati saranno disposti a mettere sul piatto in termini di mezzi e denaro. Come dire che la gestione degli arrivi e delle emergenze rimarrebbe ancora a carico di Mare Nostrum e dell'Italia. In ogni caso fino a quando l'Europa non prenderà atto che è necessario proteggere le persone e non i confini, in migliaia continueranno a morire nel Mediterraneo.



Per ascoltare intervento Coppem di Ilia Mazzone sulla proposta di ddl regionale cliccare su: http://www.ustream.tv/recorded/53434011




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