Turchia: pestata tra le mura domestiche la parlamentare Fatma Salman

Turchia: pestata tra le mura domestiche la parlamentare Fatma Salman


di Giovanna Cirino

Si è presentata in Parlamento con il volto tumefatto. Fatma Salman, membro del partito islamico moderato turco Akp, rappresentante della Commissione parlamentare per la pari opportunità e attivista in difesa delle donne, non ha fornito spiegazioni pubbliche, i lividi ed i vistosi ematomi “regalo” della brutalità del marito, parlavano chiaro. Tutti i media ne hanno dato notizia e le foto del suo occhio nero hanno fatto il giro del mondo. La Salman ha ottenuto speciali misure di protezione, un’ordinanza restrittiva nei confronti del marito Idris Kotan - denunciato per violenze domestiche - ed un divorzio consensuale a tempo di record. Il suo caso è diventato d'interesse internazionale, raccogliendo la solidarietà di migliaia di donne, parlamentari di tutte le formazioni politiche e di Fatma Sahin, ministra per le Politiche Sociali, che si è schierata a fianco della "sorella Fatma".
La deputata quarantaduenne ha una storia personale dolorosa che spiega bene le sue scelte: sua madre è morta per dare al marito un figlio maschio che garantisse la linea ereditaria, nonostante gli avvertimenti dei medici. Proviene da una delle zone più arretrate della Turchia, la regione di Agri, al confine iraniano, dove la discriminazione delle donne è normale e la violenza su di loro assai diffusa. Fatma Salman è determinata soprattutto nel combattere i matrimoni delle bambine, illegali ma frequenti nelle zone rurali. Il fenomeno degli abusi e delle violenze sul genere femminile è una piaga nazionale: i reati sessuali denunciati alla polizia sono aumentati del 400% negli ultimi quattro anni. Secondo le agenzie che collaborano con il ministero delle Politiche sociali, si è passati da 48mila casi di violenza domestica nel 2008 ad 80mila nel 2011. Un fenomeno più diffuso nel sud-est del Paese, dove le donne vivono segregate in casa, in una realtà familiare organizzata in clan. I dati ufficiali del ministero dicono che fra il 2009 e il 2012 in Turchia sono state uccise 396 donne in seguito a episodi di violenza domestica. In questo periodo oltre 4.000 sono state affidate ai servizi sociali o poste sotto tutela per allontanarle dai loro aguzzini, i mariti. Il quotidiano turco Hurriyet sottolinea come la solidarietà delle 78 colleghe deputate sia stata compatta nei confronti di Salman, a differenza di quella dei deputati uomini. Inoltre, fatto preoccupante, né i gruppi parlamentari né la presidenza del Parlamento hanno preso posizione sulle violenze subite dalla deputata.

 


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