Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

TAG: Violenza


di Giovanna Cirino

Las mariposas, le farfalle, era il nome di battaglia delle tre sorelle Mirabal, donne rivoluzionarie della Repubblica Dominicana, impegnate a contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo. Una dittatura tra le più spietate dell'America latina, che tenne il paese nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 17 dicembre del 1960, Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa, vanno a far visita ai loro mariti, detenuti in carcere perchè oppositori del governo trujilista. Cadono però nell’imboscata organizzata dagli agenti del servizio segreto militare. Saranno torturate, massacrate di bastonate, strangolate e poi gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Il 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale dell'ONU, con la risoluzione numero 54/134, ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne invitando governi, enti locali, organizzazioni internazionali e Ong, ad organizzare attività politiche e culturali volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema. Da allora, ogni anno, sono migliaia le iniziative per dire NO alla violenza di genere in tutte le sue forme.

Purtroppo i risultati ottenuti non sono incoraggianti: milioni di donne nel mondo subiscono, nel corso della loro vita, stalking, violenza fisica, sessuale o psicologica. Alcune anche tutto questo insieme. La maggior parte di loro resta in silenzio, attonita, dolorante, esausta. Non denunciano per paura, per i figli, per “la gente”, per retaggi culturali. I dati allarmanti sono confermati dalla cronaca: il “femminicidio”, prevaricazione spinta fino alla morte, è in continuo aumento. Secondo un rapporto dell’ UNIFEM, il fondo ONU per lo sviluppo delle donne, “La violenza sulle donne nel mondo è probabilmente la forma più pervasiva di violazione dei diritti umani conosciuta oggi, che devasta vite, disgrega comunità e ostacola lo sviluppo. Un problema di proporzioni pandemiche”. Le battaglie fatte in questi anni non sono sufficienti. Si deve insistere sull'argomento, moltiplicare gli sforzi, trovare soluzioni penali, combattere la mentalità maschilista diffusa in modo trasversale, che a parole sembra favorevole alla richieste di pari diritti, ma nella realtà, resta ancorata a sistemi arcaici.

Tra le numerose manifestazioni per celebrare il 25 novembre, è interessante ricordare l'installazione milanese alle Colonne di San Lorenzo, presentata - per la prima volta in Italia - dall'artista messicana Elina Chauvet. Zapatos Rojos è il titolo dell'opera, che consiste in una lunga fila di scarpe rosse raccolte tra amiche e conoscenti attraverso il passaparola e che rappresentano le donne vittime di violenza in tutto il mondo. Il progetto d’arte pubblica era già stato allestito nel 2009, a Ciudad Juárez, nello stato del Chihuahua; successivamente in altri stati del Messico ed in Texas. Guerre tra narcotrafficanti, terribili dinamiche politico-economiche, povertà e degrado, fanno di Ciudad Juárez il luogo più pericoloso al mondo per una giovane donna. Il lavoro artistico di Elina Chauvet va oltre il caso messicano, Zapatos Rojos è infatti rivolto a tutte le donne del pianeta che sono state assassinate rapite, violate, e a quelle che non hanno mai fatto ritorno a casa. <La passeggiatae di scarpe rosse, senza le donne che le indossano – afferma Francesca Guerisoli curatrice della mostra - simboleggia il vuoto lasciato a livello sociale e personale da quelle donne. Ed è al tempo stesso un cammino verso l’eliminazione delle violenze. Un progetto molto evocativo, che si basa sulla partecipazione reale delle persone. Senza le singole donazioni di scarpe, il progetto non esisterebbe. L’installazione delle scarpe nello spazio pubblico – conclude Guerisoli - è dunque solo una delle fase del lavoro: parti fondamentali sono anche l’attivazione della rete di solidarietà tra donne, la fase di raccolta delle scarpe e quella di verniciatura>.

 
 


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