18 ottobre, giornata europea contro il traffico di esseri umani.

18 ottobre, giornata europea contro il traffico di esseri umani.

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Il fenomeno della Tratta degli esseri umani è una grave violazione dei diritti fondamentali della persona. Il 18 ottobre, si celebra la giornata europea contro questa nuova forma di schiavitù, per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica su un fenomeno criminale transnazionale che lede il diritto alla libertà e all'autodeterminazione.
La “Tratta” è mutevole, complessa ed in continua evoluzione, legata ad numerosi fenomeni: condizione di vulnerabilità delle donne e dei minori; migrazioni, prostituzione, businnes del malaffare. I trafficanti con violenza ed inganno sfruttano la miseria e spesso l'ingenuità delle vittime minacciate e rapite nei paesi di origine e poi traportate come oggetti in nuove aree geografiche. Un reclutamento senza pietà di corpi sequestrati e sottoposti allo sfruttamento sessuale, all'accattonaggio o al traffico d'organi. Quante sono queste persone? Quasi impossibile rispondere con esattezza numerica alla domanda, nonostante i monitoraggi dei vari dipartimenti ufficiali e le cifre delle associazioni di volontariato. Si sa che non hanno documenti, dunque non hanno identità. Non esistono, ma aumentano di continuo. La tratta di esseri umani è una forma redditizia di criminalità che frutta ogni anno decine di miliardi di euro. Le ultime stime del periodo 2002-2011, pubblicate a giugno 2012 dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), parlano di un totale di 20,9 milioni di persone vittime del lavoro forzato - sfruttamento sessuale compreso - a livello mondiale, e di 5,5 milioni di minori vittime della tratta. Stime che sono comunque ritenute prudenti.
In base alle informazioni sul genere delle vittime fornite da ventuno Stati membri dell’Unione, negli ultimi tre anni la tratta di esseri umani colpisce soprattutto le donne e le ragazze: 79% di donne (di cui 12% ragazze) contro il 21% di uomini (di cui 3% ragazzi). Nella maggior parte dei casi le vittime provengono dall’Unione europea (essenzialmente Romania, Bulgaria, Polonia e Ungheria). Al di fuori dell’Ue, le vittime arrivano, nella maggior parte dei casi, da Nigeria, Vietnam, Ucraina, Russia e Cina.
Milioni di persone vivono dunque esistenze invisibili agli angoli delle strade di tutte le città del pianeta. Nei viali bui, nelle centralissime piazze, sotto casa, li vediamo tutti, ma come si chiamano veramente, da dove vengono, quanto rischiano? Soprattutto come possiamo aiutarli? Identità perdute come i loro sogni e spesso le loro vite. Basta una giornata per sostenerli?
Nel 2000, è stato adottato a Palermo, il Protocollo sulla tratta, un accordo internazionale stipulato dalle Nazioni Unite e da 117 paesi membri che prevede, attraverso la cooperazione transfrontaliera di indagare e di procedere penalmente nei confronti dei criminali e di proteggere ed assistere le vittime nel pieno rispetto dei diritti umani. Non tutti gli Stati membri – tra cui l'Italia - hanno ratificato però il Protocollo di Palermo ed il secondo strumento giuridico in materia, la “Convenzione del Consiglio d’Europa sull’azione contro la tratta”, unici mezzi, a livello globale, di cui al momento si dispone per contrastare la mercificazione degli individui.

Giovanna Cirino


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