11 ottobre Prima giornata Internazionale delle Bambine

11 ottobre Prima giornata Internazionale delle Bambine

TAG: Nazioni Unite


di Roberta Puglisi

Il mondo dice basta alla violenza sui minori, all'infanticidio, alle spose bambine, alla costante violazione dei loro diritti e alle discriminazioni di ogni tipo.
11 ottobre 2012. Per la prima volta, le Nazioni Unite, grazie alla campagna promossa da Plan International e alla mobilitazione della società civile Internazionale, hanno deciso di indire la PRIMA GIORNATA MONDIALE DELLE BAMBINE per garantire la loro unicità, il loro potenziale umano, la loro fragilità e vulnerabilità, la loro dipendenza dagli adulti per la crescita e lo sviluppo. Le Nazioni Unite invitano tutti gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e la società civile, a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione delle adolescenti in tutto il mondo. I dati sono allarmanti: 40 milioni di bambini nel mondo sono vittime di abusi, 1,2 milioni sono avviati alla prostituzione o vengono schiavizzate in lavori pesanti. Sconcertanti anche i dati del rapporto dell'ONU: ci sono 60 milioni di bambine spose, 150 milioni di ragazzine, al di sotto dei 18 anni, sono state costrette a subire violenza sessuale e un numero sempre più crescente, su scala mondiale, subisce la mutilazione genitale. Il rapporto Unicef del 2011 "La condizione dell'Infanzia nel mondo" denuncia statistiche preoccupanti: nei paesi in via di sviluppo, ad eccezione della Cina, una ragazza su cinque, è sposata. La percentuale è in aumento
nell' Asia meridionale (28%) e in Niger.(56%). Stop. La parola d' ordine è stop a ogni forma di abuso e di costrizione nei confronti delle bambine che saranno le donne del domani. E' necessaria la consapevolezza di quello che accade nel mondo e la PRIMA GIORNATA MONDIALE DELLE BAMBINE ne rappresenta uno step fondamentale. Bisogna scardinare quello che in molti paesi è prassi. Nel Medio Oriente e in Africa, quello delle spose bambine ormai è consuetudine: vendute, cedute e abusate e indotte al matrimonio riparatore. Nello Yemen le bambine, costrette ad affrontare una gravidanza, muoiono di parto perchè le condizioni igienico sanitarie sono carenti. In 28 paesi dell'Africa sub-sahariana, per motivi non terapeutici, le bambine sono sottoposte alla mutilazione genitale, pratiche che ledono fortemente la loro salute psichica e fisica. Al mondo, mancano 100 milioni di donne. Non sono state fatte nascere, sono state uccise, soppresse da quello che si chiama infanticidio femminile, da secoli praticato, diffuso ancora oggi, sostituito, in alcuni paesi, dall'aborto selettivo. In tutti gli stati del Nord dell'India, l'aborto selettivo è largamente diffuso, a causa della preferenza per il figlio maschio. La situazione sfiora un tetto particolarmente allarmante nel Punjab, in Haryana e in Uttar Pradesh.
Il Nobel indiano, Amartya Sen, vent'anni fa, parlò di un vero e proprio genocidio di genere. Che cosa è cambiato da allora? Il rifiuto caratterizza la nostra società, tutto quello che non piace si butta. Il nostro, è un mondo che cannibalizza i propri figli, dall'utero all'imposizione, in età adulta, di non procreare.
"Ogni giorno, in tutto il mondo, le ragazze sono vittime di discriminazioni, violenze e abusi - ha detto Ban Ki-moon, Segretario generale delle Nazioni Unite - questo dato allarmante supporta la Giornata Internazionale delle Bambine, una nuova celebrazione globale che mira a garantire i diritti umani delle ragazze e a sottolineare l'importanza della loro emancipazione. Esorto Governi, comunità e leader religiosi, società civile, il settore privato e le famiglie, in particolare uomini e bambini, a promuovere i diritti delle bambine, anche attraverso convenzioni, Dichiarazioni, Piattaforma d' azione di Pechino e il programma d'azione della Conferenza Internazionale sulla popolazione e lo sviluppo. Il motto della giornata Internazionale - ha concluso Ban Ki-moon - deve essere: "la mia vita, il mio diritto, non il matrimonio bambino".
 


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