Progetto Erasmus: fondi finiti e progetti a rischio. Infuriate le associazioni studentesche.


Potrebbe concludersi dopo venticinque anni di onorata attività il “Programma Erasmus”, che dal 1986, permette agli studenti europei di ampliare le proprie conoscenze vivendo un'esperienza formativa ed umana straordinaria. Più di tre milioni sono stati i giovani che hanno viaggiato e studiato frequentando corsi universitari in trentatré Paesi dell’Unione. Un nome fra tutti: Franck Bianchieri, lo studente francese, di Nizza, che convinse l’allora presidente François Mitterand, ad attivare il progetto di scambi internazionali tra le università del nostro continente. Purtroppo però, dal secondo semestre dell'anno accademico 2012/2013, il programma è a rischio, a causa dell’esaurimento delle risorse finanziarie. Lo ha affermato il 5 ottobre scorso Alain Lamassoure, presidente della commissione bilancio del parlamento europeo: <il programma Erasmus finirà i soldi dalla prossima settimana. Le fatture per i progetti già eseguiti resteranno insolute perché 'solo per il 2012 c'é un buco di 10 miliardi di euro a causa del comportamento assurdo dei governi. [...] se non si agisce subito, non ci saranno più borse di studio da Natale>.


Il problema deriva dal fatto che il Consiglio europeo non ha approvato il bilancio correttivo del 2012, riducendo i fondi “per l'educazione, la riqualificazione professionale, la mobilità di lavoratori, studenti e ricercatori, le infrastrutture, la ricerca e l'innovazione”. Tra questi rientra anche il fondo Erasmus, progetto per cui i governi dei vari stati anticipano la spesa per intero che poi viene rimborsata da Bruxelles. Al momento le casse sono quasi tutte vuote. Servono quattrocento milioni di euro e considerato che molti paesi hanno problemi di bilancio, il finanziamento sarà difficile. Forti critiche da parte degli studenti che delineano rischi e pericoli della vicenda: <L'Europa deve rappresentare oggi più che mai un riferimento politico e sociale. Il progetto di mobilità studentesca Erasmus – dichiara Michele Orezzi, coordinatore italiano dell'Udu (Unione degli Universitari) - ha rappresentato una delle realtà fondanti di una nuova generazione di cittadini europei. Chiediamo che il numero di borse di studio sia ampliato anzicchè cancellato>. Una proposta per risolvere la questione viene avanzata da Karina Ufert, presidente dell'Unione degli Studenti Europei, che si rivolge alla Commissione europea: <Bisogna far presto con il cosiddetto Global Transfer e risolvere le attuali carenze finanziarie del Fondo sociale europeo, utilizzando il denaro dei fondi Ue sottoutilizzati. Abbiamo bisogno di una soluzione a lungo termine che garantisca i finanziamenti per tutte le prossime generazioni di studenti Erasmus. Rimaniamo in attesa del consiglio europeo del 23 Ottobre, in cui il commissario al bilancio Lewandowski presenterà una proposta in materia da lui stesso ritenuta molto importante>.


In nome della crisi non si possono ridurre giusto i fondi per l'istruzione dei giovani cittadini del futuro. Speriamo che i finanziamenti siano ripristinati al più presto per uno dei progetti che ha dato un senso alla parola “Europa dei popoli”.
In rete si può trovare un appello alle istituzioni europee formulato dalle associazioni studentesche italiane (http://saviano.blogautore.repubblica.it/2012/10/05/salvare-lerasmus/).

Giovanna Cirino


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