Un marchio europeo per il patrimonio comune

Un marchio europeo per il patrimonio comune


Un marchio del patrimonio europeo potrà essere assegnato, dal 2013 e su base volontaria, ai luoghi simbolo della storia e dell’integrazione europea: è quanto ha deciso il Parlamento europeo lo scorso 16 novembre.
Il marchio garantirà la peculiarità dei siti selezionati, che potranno essere monumenti o siti naturali, sommersi, archeologici, industriali o urbani, paesaggi ricchi di cultura, luoghi della memoria, beni culturali e oggetti o patrimoni immateriali associati ad un luogo. Particolare attenzione sarà data ai siti "transnazionali", visto il loro simbolismo speciale per la storia comune.
Il marchio potrà essere concesso anche a siti di patrimonio contemporaneo che abbiano rilevanza per la storia e per il patrimonio comune d’Europa, così come per caratteristiche architettoniche o estetiche. A partire dal 2013, ciascun Stato membro potrà proporre, ogni due anni, uno o due siti candidati ad una giuria di 13 esperti indipendenti, che ne selezionerà uno per Paese. L’iniziativa del marchio europeo per il patrimonio si basa su un progetto intergovernativo avviato nel 2006 con lo stesso nome. I siti che da allora hanno ottenuto il marchio, adesso potranno presentare domanda per la nuova etichetta. Entro sei anni dall’entrata in vigore del nuovo regime, una decisione dovrà essere presa per permettere eventualmente la partecipazione anche a paesi terzi europei. Gli Stati membri saranno responsabili della gestione, della protezione e della promozione dei siti. L’attività di comunicazione e sponsorizzazione del marchio saranno invece responsabilità della Commissione, compresa la creazione di un sito web dedicato al progetto e la promozione di attività in rete per i siti etichettati.

 


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