L'Italia si impegna a concedere l'asilo politico a Kate Omoregbe

L'Italia si impegna a concedere l'asilo politico a Kate Omoregbe

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«Amo l'Italia e tutte le persone che con grande cuore si sono mobilitate per me. Oggi un sogno si è avverato. Grazie a tutti, agli italiani, ai calabresi, al presidente Napolitano, al movimento Diritti civili. Voglio essere libera in un Paese libero». E' stata questa la prima dichiarazione di Kate Omoregbe, scarcerata ieri dal penitenziario di Castrovillari, nel cosentino. La donna nigeriana di 34 anni, dopo avere scontato una condanna per spaccio di droga, ha chiesto asilo politico, perchè se espulsa rischierebbe la lapidazione nel suo Paese, essendosi convertita alla religione cattolica ed avendo rifiutato di sposare un uomo più anziano di lei impostole dai suoi genitori. La giovane è stata trasferita alla questura di Cosenza, dove si deciderà la sua destinazione. 
Il governo italiano è «impegnato a salvare la vita di Kate – dichiara il ministro degli esteri Franco Frattini, in una nota congiunta con il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna – bisogna concedere l'asilo politico senza indugi »
La Omoregbe è stata arrestata perchè nell'appartamento che condivideva con un'altra donna è stata trovata della droga. Fuggita dalla Nigeria in Italia dieci anni fa, si sempre proclamata innocente «Il caso di Kate tira ancora una volta in ballo il rispetto dei diritti fondamentali di ciascuna persona, un principio che l`Italia non ha mai considerato una battaglia ad intermittenza. L`Italia - dicono Frattini e Carfagna - è da sempre in prima fila nella battaglia per la moratoria sulla pena di morte nel mondo e in quella per il rispetto dei diritti delle donne: questa battaglia, oggi, passa anche per la vicenda di Kate».
Secondo quanto prevede la legge italiana per il reato di detenzione di droga, alla nigeriana dovrebbe essere revocato il permesso di soggiorno ed essere dunque espulsa:« Se così fosse – dice Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa –  rischiamo di essere complici di una vera e propria esecuzione annunciata. Per questa ragione la nostra Associazione offre a Kate Omerege ospitalità nella casa di accoglienza da noi gestita, le mette a disposizione il nostro team di legali e, per aiutarla concretamente costruiremo con lei un percorso di inserimento lavorativo con il dovuto supporto psicologico». 
 
Giovanna Cirino

 


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