LA DIPLOMAZIA DEI LEADERS DELLE MUNICIPALITA' TURCHE E ISRAELIANE



L' incontro del COPPEM riunisce sindaci, autorità locali, rappresentanti di entrambi i Paesi con la speranza di ristabilire rapporti diplomatici
di Elior Levi


Con una flottiglia che si sta dirigendo sulle sponde di Gaza e nella minaccia dei tesi rapporti in corso fra Gerusalemme ed Ankara, ci sono ancora alcuni che ritengono che una reciproca fiducia possa essere ristabilita – partendo dal basso.

Una delegazione di sindaci israeliani ha recentemente preso parte ad un incontro in Turchia con i loro colleghi turchi, con l'obiettivo di riprendere le relazioni fra i due Paesi.

“Sono felice di vedere così numerosi Israeliani seduti in una stessa stanza, perchè negli ultimi due anni non avevamo avuto così tanti israeliani in una stessa stanza” ha dichiarato uno dei sindaci turchi.

La straordinaria riunione era stata avviata da parte turca dopo intensi colloqui con il direttore delle relazioni diplomatiche dell'Unione delle Autorità Locali di Israele.

Il sindaco di Rosh HaAyin Moshe Sinai ha guidato la delegazione israeliana che comprendeva fra gli altri il sindaco di Sderot David Bouskila la cui città aveva riempito i titoli dei media Turchi. La delegazione ha incluso anche i capi del consiglio locale di città arabe come Abu Gosh.

La riunione è stata sostenuta dalla organizzazione europea COPPEM che è responsabile per allargare la cooperazione fra paesi mediterranei attraverso progetti sociali e incontri non ufficiali fra paesi che non condividono relazioni diplomatiche.

“Noi crediamo che Israele e la Turchia possono ricostruire un reciproco rapporto con l'obiettivo di rafforzare le relazioni fra i due paesi” ha detto il Segretario Generale della organizzazione Carmelo Motta in apertura dell'incontro, “è importante creare fiducia specialmente fra i capi delle municipalità in modo che le relazioni fra le nazioni riprendano dalla base”.

La riunione dei sindaci si è svolta dopo una settimana e mezza delle robuste vittorie nelle elezioni generali in Turchia. Le preoccupazioni di Israele sulla possibilità che la Turchia volesse cambiare il suo carattere laico ha portato la rappresentanza turca a spiegare e sottolineare che i risultati delle elezioni non avrebbero cambiato la identità del loro paese.

“Le due parti vedono un'immagine distorta. La Turchia non sta cambiando il suo carattere in direzione dell'estremismo e della islamizzazione” ha notato il direttore delle relazioni diplomatiche della municipalità di Marmaris. “Noi attraverso il turismo dobbiamo cancellare i danni inflitti dai politici” ha aggiunto.

“Ogni israeliano può visitare la Turchia in completa fiducia”, ha aggiunto il capo della delegazione turca e sindaco di Turunc Ali Fidan, che inoltre ha sottolineato che “voi dovete sapere che la organizzazione IHH rappresenta soltanto una piccola percentuale dei turchi, e non rappresenta la maggioranza della popolazione”.


CREARE LA NOSTRA PROPRIA REALTA'


La città di Marmaris è la positiva prova della sua dichiarazione: La città per vacanze è assolutamente laica con molti negozi che vendono alcolici, ritratti e statue di Kemal Ataturk, l'uomo che ha realizzato la rivoluzione laica in Turchia, ad ogni angolo.

Così, malgrado queste dichiarazioni, l'obiettivo della riunione speciale non è stato quello di stimolare i turisti Israeliani a ritornare in Turchia, quanto piuttosto quello di ricostruire i rapporti tra i due Paesi, rapporti che si erano deteriorati dopo la operazione CAST LEAD, e hanno raggiunto il punto più basso a seguito degli eventi con al centro la Flottiglia di Gaza oltre un anno fa.

Durante la riunione, le parti hanno firmato un protocollo d'intesa dove fra l'altro le due parti hanno concordato di realizzare programmi per la gioventù, con una delegazione turca, ospitata dal collegio Sapir nel sud di Israele, per filmare un documentario su Israele , e per organizzare congiuntamente festival culinari e culturali a partire dal prossimo anno.

“Noi siamo venuti qui per rafforzare le relazioni con i Turchi e non dobbiamo permettere che la realtà ci sconfigga. Dobbiamo creare la nostra propria realtà” ha detto ai colleghi turchi il capo della delegazione di Israele.

Concludendo la conferenza, il sindaco di Sderot ha detto: “Adesso che siamo qui, comprendiamo che la Turchia è completamente diversa da come noi eravamo portati a credere, ma l'importante è che questa sensazione sia reciproca”.

Il direttore delle relazioni diplomatiche della municipalità di Marmaris ha aggiunto:” Devo ammettere che dalla nostra prospettiva la riunione ha superato le nostre aspettative: Anche se questa è una riunione non ufficiale, abbiamo fatto in modo che le nostre aspettative siano state ben definite. Se non succederanno fatti drammatici che potranno far peggiorare le relazioni fra i Paesi, noi siamo convinti che i turisti israeliani torneranno in Turchia al più presto nel 2012.

Nella cerimonia di chiusura, Sinai ha aggiunto:” Invece di una flottiglia di guerra, noi avremo un volo aereo di pace”

Nel frattempo, sembrerebbe che malgrado il fatto che la economia turca non si affidi alla prospettiva del turismo israeliano, tuttavia alla Turchia i turisti israeliani mancano . “noi amiamo molto la vostra gente, è un peccato che voi non veniate più qui” ha detto con tristezza un negoziante di Marmaris.

 

_________________


Elior Levi è il corrispondente di Ynet per gli affari Palestinesi

 


Share |