Assegnato il premio Al Idrissi a conclusione del II Forum "Uniti dal Mediterraneo". Intervista alla vice presidente dell'associazione A.T.F.D. Ben Garrach Saida
Attività: Iniziative

Assegnato il premio Al Idrissi a conclusione del II Forum "Uniti dal Mediterraneo". Intervista alla vice presidente dell'associazione A.T.F.D. Ben Garrach Saida

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Si è concluso a Palazzo Abatellis, a Palermo, con l'assegnazione del premio Al Idrissi, così intitolato alla memoria del geografo arabo del XII secolo, il II Forum Uniti dal Mediterraneo. Istituito dalla Regione siciliana, in collaborazione con la Fondazione Osservatorio del Mediterraneo del ministero degli Affari esteri, il premio viene attribuito annualmente a eminenti personalita' delle rive nord e sud del Mediterraneo che si siano particolarmente distinte, a giudizio di una giuria internazionale, in favore del dialogo e della cooperazione euro mediterranea. I premi della giuria sono andati a: Andre' Azoulay, presidente della Fondazione Anna Lindh, con sede ad Alesandria d'Egitto per "il dialogo tra le culture e il riavvicinamento delle tre tradizioni religiose nel Mediterraneo"; Jordi Pujol, gia' presidente della Regione della Catalogna e leader del partito autonomo catalano, per "il suo impegno a favore delle Autonomie locali nell'ambito della cooperazione euro-mediterranea; Michel Vauzelle, presidente della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, "in considerazione del suo impegno a favore della cooperazione fra le autorita' locali del Sud e del Nord del Mediterraneo" e a Sana Ben Achour, presidente dell'Associazione tunisina delle donne democratiche (A.T.F.D.) per "l'impegno delle donne tunisine per l'affermazione della democrazia e nel consolidamento dello status della condizione femminile in Tunisia". Il premio è stato ritirato dalla vice presidente dell'associazione A.T.F.D. Ben Garrach Saida, responsabile dei diritti sociali ed economici dell'associazione.
Ben Garrach Saida, guarda al Mediterraneo, come "l'altro Mediterraneo". Un'area di pace, di democrazia, di stabilità ed uguaglianza. Un Mediterraneo fatto di associazioni, movimenti, reti, intellettuali e giornalisti, politici ed esponenti religiosi, tutti impegnati per rafforzare il dialogo, la cooperazione e la solidarietà. Ben Garrach Saida è una donna combattiva, che ha deciso di sfidare quella visione oltraggiosa che ha negato alle donne i propri diritti, i diritti umani.


Ben Garrach Saida, le donne del Medio Oriente hanno intrapreso un cammino di emancipazione. Quali diritti garantisce l'Islam?

L'Islam è fondato su un'idea discriminatoria tra uomo e donna. Sotto il profilo religioso, a meno che non sia data una interpretazione diversa, non vi è alcuna discriminazione, ma i problemi iniziano quando dal campo religioso ci spostiamo a quello sociale. La donna, infatti, è sottoposta sempre all'autorità dell'uomo, prima del padre e poi del marito. La vita matrimoniale è condizionata dalla preminenza dell’uomo. La donna deve mettersi a sua disposizione e prestargli obbedienza. L'uomo si occupa dunque di tutto, dal mantenimento economico alle spese mediche, dall'alloggio al vestiario, per questo motivo si afferma la superiorità maschile, difficile da scardinare. La nostra Associazione da anni lotta per l'affermazione dei diritti delle donne, ma le difficoltà sono notevoli, basti pensare, per esempio, al movimento Enadha, fortemente in contrapposizione con noi. I leader Enadha sostengono che il modello femminile occidentale stia inquinando quello tunisino portandolo verso una ineluttabile crisi della moralità che si incarna nel ritardo dei matrimoni, nel concepimento dei figli fuori dall'accordo matrimoniale e nella libertà di pensiero. Per questo motivo gli islamisti tendono a ricostruire i valori religiosi che affermano la superiorità dell'uomo.

 

Il femminismo arabo sta contribuendo alla trasformazione del diritto?

Si, certo. Un esempio importante è il lavoro che svolge la rete delle associazioni femministe laiche nel mondo arabo, « Aisha » (Viva). La rete raccoglie rappresentanze femminili dell' Egitto, della Palestina, della Giordania del Libano, della Tunisia, dell' Algeria e del Marocco. Aisha combatte la violenza contro le donne ed è a favore del miglioramento dei diritti umani, lotta per l'uguaglianza e la democrazia nel mondo arabo.


La "primavera araba" ha visto un'intensa partecipazione femminile. Ben Garrach Saida, con questo attivismo si può sperare di andare verso un riconoscimento dei diritti?

Noi perseguiamo questo obiettivo. Il principio fondatore della nostra associazione è la ricerca dell'uguaglianza dei diritti tra uomo e donna. E' chiaro che in una società democratica la libertà delle donne significa la libertà per tutte. Noi lavoriamo tutti i giorni, con donne competenti e professionali a favore di campagne a sostegno dei diritti economici, contro le molestie sessuali, contro le disparità in tutti gli aspetti della vita: sociale, politico e culturale.


Quali sono gli elementi sociali discriminatori?

Non dobbiamo dimenticare che la nostra società è patriarcale, la religione è importantissima e ha una grande influenza, inoltre, i regimi sono dittatoriali. Per questo motivo la nostra lotta è difficile, ma noi stiamo combattendo per ottenere una società moderna e aperta. I giovani sono la nostra forza e la nostra speranza, il 60% degli studenti universitari sono ragazze, i settori della sanità, dell'istruzione e del terziario sono ricoperti donne. Questo significa che la presenza femminile sta aumentando. E' chiaro che le donne ancora non occupano ruoli dirigenziali, ma sono loro che aderiscono a tutti quei movimenti che lottano contro l'oppressione femminile, combattono e rifiutano di sottomettersi docilmente. Quello che ci dà speranza è la loro continua lotta e sfida delle autorità tradizionali.

 


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