Azioni concrete per lo sviluppo del partenariato euromediterraneo

Azioni concrete per lo sviluppo del partenariato euromediterraneo

TAG: Partenariato


A conclusione del Forum, il Presidente della Regione Siciliana e del Coppem, Raffaele Lombardo, nel ringraziare gli organizzatori e tutti coloro che hanno attivamente partecipato ha dichiarato quanto segue:
< E' significativo che questa iniziativa si tenga in questa splendida città che nel 1236 fu la capitale del regno moresco e che della cultura araba ne conserva ancora delle splendide testimonianze architettoniche. Significativa e altrettanto simbolica  la scelta di Malaga; perchè qui come in Sicilia, come in altre regioni euromediterranee  da un trentennio si conta la presenza di una consistente e significativa comunità di immigrati maghrebini che ha contribuito ad arricchire alcune regioni europee  sia sul piano culturale sia su quello umano.
In questi anni il legame tra i nostri  popoli ha  significato  essere partecipi di uno storico e ininterrotto dialogo fra culture e civiltà diverse, forti delle rispettive originalità, capaci di mantenerle senza chiudersi al flusso di esperienze, di commerci e di popolazioni. Questo  nobile spirito di convivenza tra comunità ha realizzato la saldatura tra l'Europa continentale  con la dimensione mediterranea, che insieme fanno la ricchezza e la straordinaria sintesi dell'area   euromediterranea. Significativa l'organizzazione di questa conferenza a Malaga,    anche per il momento geopolitico. Il legame, i vincoli, i rapporti di amicizia tra le nostre comunità non possono che farci sentire partecipi di questi straordinari eventi che si susseguono nel mondo arabo, che stanno consolidandosi in mutamenti degli assetti istituzionali che come tutti auspichiamo possano finalizzarsi ad un graduale e costante processo di riforme democratiche accompagnato da migliori condizioni di vita per le comunità locali. Da Malaga si deve levare alta e forte la richiesta della immediata cessazione  del massacro del popolo libico, soprattutto nella città di Tripoli. Oggi, i ragazzi arabi che sono scesi nelle piazze e i ragazzi europei loro coetanei,  attraverso i sistemi informatici, si conoscono meglio, si confrontano, dialogano costantemente.  Queste giovani generazioni condividono  le stesse aspirazioni alla pace, alla stabilità, al benessere delle nazioni, e una  comune visione e una volontà diffusa di cooperare  insieme per contribuire  alla crescita economica, civile e sociale, nel reciproco rispetto e nel franco confronto, in un periodo così drammatico per la situazione socio-economica internazionale. Proprio allo scopo di dare risposte certe ed immediate a queste nuove generazioni   uno degli obiettivi che perseguono con maggiore impegno,  è quello di intensificare  i rapporti di collaborazione e di cooperazione tra i poteri locali europei e del mondo arabo.  Come possiamo contribuire a questo ineludibile  processo? semplicemente continuando con perseveranza , con energia e tenacia ad impegnarci in tutto quello che in questi anni il COPPPEM, l'ATO, il CCRE e il Congresso dei Poteri locali del Consiglio d'Europa stanno  facendo e cioè  contribuire ad una politica di concreto Partenariato, rendendo protagoniste le Città, le Province, le Regioni, portatrici di democrazia e di pace. Saranno, a mio avviso  sempre più in futuro i poteri locali e regionali a favorire i processi di integrazione,e di sicurezza . Ciò potrà essere realizzato favorendo sempre più i processi di partenariato nei settori più vicini alle esigenze della gente , proprio sui temi che con molta accuratezza sono stati stabiliti per questo importante forum: come  lo sviluppo urbano, la formazione,  i sistemi del welfare, il riordino della pubblica amministrazione, il turismo legato alla cultura, gli strumenti finanziari comuni. I temi discussi a Dubai e che in questa sede saranno ripresi devono divenire propositi comuni  al fine di sviluppare progetti concreti. L'obiettivo è quello di promuovere ed intensificare la cooperazione culturale economica, ed istituzionale tra città e regioni euromediterranee con i paesi del  golfo. La stabilità politica, la collaborazione fra Europa e sponda Sud furono i presupposti del processo di Barcellona. Molto resta da fare alla luce dei dei risultati di questi sedici anni dalla dichiarazione di Barcellona. Il divario economico tra l'Europa, da un lato, il Nord Africa e il Medio Oriente dall'altro rimane elevato. La creazione di un'area di libero scambio è lontana; la lentezza del processo riformista ha pesato sull'integrazione dei mercati e sulla crescita degli scambi; il Mediterraneo assorbe soltanto l'1 per cento degli investimenti diretti mondiali. Ma oggi dobbiamo guardare oltre questa dimensione. La nascita dell'Unione per il Mediterraneo, anche se in questo momento vi e una sua difficile fase,  a mio avviso risponde alle esigenze avvertite e manifestate da più parti che occorreva dare un forte segnale volto al rilancio del processo di Barcellona che in questi anni ha mostrato limiti. Per essere ancora piu chiari i pilastri della dichiarazione di Barcellona rimangono ancora validi: 
  1. Pace e sicurezza

  2. Partenariato economico-finanziario

  3.  Partenariato sociale e culturale

 Ma occorrono forti innovazione nelle politiche euromediterranee. In questa prestigiosa sede vorrei sottolineare che il percorso politico-istituzionale dell' Unione per il mediterraneo  potrebbe innescare politiche di cooperazione ad ampio raggio nei settori vitali del mondo euromediterraneo quali l'ambiente, sviluppo urbano, energia, trasporti, agricoltura, formazione  e turismo. Si tratta in sostanza di sviluppare politiche di partenariato al fine di perseguire lo sviluppo economico  in maniera armonica e sostenibile, puntando sulla formazione del capitale sociale senza il quale non vi è sviluppo. Con la istituzione dell'ARLEM,  il primo organismo in rappresentanza dei poteri locali e istituzionali euroemediterranei,  i Ministri degli esteri dell'Unione per il mediterraneo hanno voluto dare un riconoscimento significativo alle comunità locali. Si tratta ora  di non scoraggiarsi per le difficoltà che si incontrano, bensì di raddoppiare gli sforzi affinchè l'ARLEM possa  ufficialmente essere riconosciuto quale Organismo Istituzionale  dell'UPM. Oggi si  è aperta una stagione nuova, piena di incognite ma di straordinarie opportunità nel nostro mediterraneo comune, e in particolare nel rapporto tra Europa e mondo arabo.
Il nostro sforzo, in tutte le sedi ed a ogni livello deve  costantemente  operare perché  questo secolo  sia contrassegnato da un impegno costante e continuo per far si che i cittadini si sentano sempre più euromediterranei superando sempre più i localismi di parte,  che si proceda all'avvicinamento fra Nord e Sud, tra Est e Ovest  e al superamento definitivo del divario fra prosperità e indigenza, fra ottimismo e disperazione tra le une e le altre comunità locali dei paesi euromediterranei. Queste sono le sfide piu importanti del nostro tempo. Non ne conosco di più impegnative, di più pressanti, di più nobili. Sono le sfide che tutti insieme cari amici  dobbiamo cogliere e alle quali va data giusta soluzione E se mi permettere queste sfide siamo obbligati a vincerle>.
 
 

 


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