Nel  giorno della Memoria la mostra “Middle Yeast” commemora la Shoah

Nel giorno della Memoria la mostra “Middle Yeast” commemora la Shoah


Il 27 gennaio del 1945 le Forze alleate dell'Armata Rossa arrivarono a Oswiecim, città polacca tristemente nota con il nome di Auschwitz, liberarono i pochi superstiti del campo di concentramento e rivelarono al mondo intero l'orrore del genocidio nazista. Il 20 luglio del 2000, il Parlamento italiano ha aderito con la legge n. 211, alla proposta internazionale di dichiarare quella data “Giornata della memoria”, in commemorazione di tutte le vittime dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La Provincia di Palermo commemora la Shoah con la mostra “Middle Yeast”, aperta al pubblico gratuitamente, nelle sale di Palazzo Sant'Elia, fino al 5 marzo. Il titolo é un gioco di parole che unisce gli aspetti storici, politici e sociali del territorio mediorientale, con i nuovi risvolti artistico-culturali israeliani. Yeast significa infatti, “lievito, fermento” e sta ad indicare le nuove correnti in continua evoluzione che rendono feconda la costante ricerca di identità del territorio. La mostra é curata da Daniela Brignone, con l’organizzazione di Nike s.r.l. Palermo e Galleria Monteleone. 

<Celebriamo il Giorno della memoria –sottolinea il Presidente Avanti – con una mostra davvero unica che affianca i valori culturali di una nazione dal forte vissuto storico, con i valori che richiamano alla pace e alla tolleranza. Un’occasione di approfondimento e di riflessione sui percorsi che legano passato e presente di una terra diventata simbolo dei conflitti politici e religiosi del pianeta, ma che rappresenta un fulcro del pensiero e della cultura mondiale>. Le opere di 22 autori, fra personalità già affermate e giovani interpreti, testimoniano le ultime tendenze della cultura israeliana, sempre in equilibrio fra memoria e oblio, fra passato e futuro. Esposte 120 opere, tra pitture, sculture, installazioni e video, che proporranno i nuovi linguaggi artistici che hanno reso Tel Aviv una delle capitali culturali più interessanti. Tra gli autori, solo per ricordarne alcuni, Alon Ohana, classe 1970, nato a Petah Tikvah, la cui attività si divide tra pittura e disegno di scenografie cinematografiche, come quella del film La ragazza con l’orecchino di perla. Negli ultimi anni lavora stabilmente con Wilberth Van Thurp, scenografo del grande regista Peter Greenaway. Harold Rubin, nato a Johannsburg, ma israeliano d’adozione, è l'autore di opere dal sapore espressionistico. Architetto, musicista jazz oltre che artista, ha esposto in Israele, in Germania, in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Sudafrica. Di Alexander Bogen, scomparso lo scorso anno a 93 anni, protagonista della resistenza partigiana ebrea dopo la fuga dal ghetto di Vilna nel 1943, si possono apprezzare i disegni dal grande valore documentario. Miri Lavee, figlia di sopravvissuti all’Olocausto, rappresenta sulle sue tele una umanità scheletrica.  Fondatore di una scuola d’arte e scultura a Ramat Gan, città della periferia di Tel Aviv, Freddie Fabian, è conosciuto per aver vinto, nel 1976, il primo premio per gli artisti stranieri a Parigi; l'autodidatta Orna Ben-Shoshan, riesce a trasferire nelle sue opere figurative quella passione per la metafisica e il misticismo, mentre l'artista Uri Lifshitz - che in Israele e in molti Paesi ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti - focalizza invece la sua attenzione sugli umori, i cambiamenti e le trasformazioni dei diversi contesti con cui, nella sua lunga carriera, è entrato in contatto. 
“Middle Yeast”, rappresenta un'occasione per conoscere una realtà importante dell'espressione culturale israeliana che ancora deve metabolizzare l'inferno dell'Olocausto sempre vivo nella memoria e sintetizzato attraverso i segni artistici degli interpreti.
Giovanna Cirino
 


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