Il Coppem al Convegno del Cairo
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Il Coppem al Convegno del Cairo


Al convegno che si è svolto al Cairo, il 21 Febbraio scorso, su “ Il ruolo dell'Egitto nell'Unione per il Mediterraneo” il segretario generale del Coppem, Lino Motta, ha ribadito i principi ispiratori e il valore della presenza delle autonomie locali nell'ambito della stessa politica euromediterranea anche attraverso i nuovi organismi a cominciare dall'Arlem.
Si avverte da tempo- ha detto Motta- a vari livelli istituzionali, la necessità di un'approfondita riflessione sullo stato del processo di costituzione dell'Unione per il Mediterraneo.
Molto lavoro è stato fatto nel vertice dei Capi di Stato a Parigi e nella riunione dei Ministri degli Esteri a Marsiglia.
In questo periodo si è sviluppata una crisi economica-finanziaria, a livello mondiale, che ha finito col condizionare il progetto dell'Unione per il Mediterraneo.
Sappiamo tutti, anche bene, che la grave vicenda di Gaza, ha intaccato fortemente la causa della pace, che rimane a fondamento della costituzione dell'Unione per il Mediterraneo.
Lo stallo di questo ultimo anno nella definizione delle politiche euromediterranee ha ragioni profonde che è bene esaminare per riprendere in pieno l'iniziativa politica per il definitivo assetto istituzionale dell'Unione per il Mediterraneo e per una politica concreta di partenariato.
La linea che ha portato avanti il COPPEM, in questi anni, all'unanimità, ripeto all'unanimità, è che rimangano validi gli obbiettivi fondamentali della dichiarazione di Barcellona del 1995:
1. Pace e Sicurezza
2. Partenariato economico e finanziario
3. Partenariato sociale e culturale
4. Costituzione di una zona di libero scambio
Occorre però partire dal dato di fatto che negli anni che vanno dal 1995 ad oggi, cioè a quasi quindici anni da Barcellona, non sono stati raggiunti risultati soddisfacenti.
Ho avuto l'onore, a Barcellona, nel 2005, decimo anniversario della dichiarazione, di svolgere assieme al sindaco di Barcellona, Juan Clos, al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e al ViceSindaco di Marsiglia, Serra, una delle relazioni introduttive.
Ho ribadito in quella occasione e qui al Cairo, qualche mese dopo, all'Assemblea generale del COPPEM che occorreva cambiare politica.
Sono sempre stato convinto che le risorse finanziarie disponibili sono poche, ma soprattutto sono dispersive.
In Italia si dice: “si sono fatti interventi a pioggia” ciò vuol dire senza una vera programmazione e senza priorità.
Nei documenti dell'Unione per il Mediterraneo sin qui approvati vi sono titoli per eventuali interventi progettuali.
In quei titoli c'è una scelta prioritaria e per noi del COPPEM va bene.
Ma non ci sono contenuti e non sono state ancora discusse le risorse finanziarie.
I governi sono, per loro natura, portati a negoziare, molto spesso, con il condizionamento di tanti vincoli.
E' stata una iniziativa politica, molto saggia, costituire il 20-21 Gennaio, a Barcellona, l'ARLEM, l'Associazione dei poteri locali e regionali euromediterranei.
Un forte appoggio ci è stato dato dal Ministro degli Esteri dell'Egitto che, in un incontro a Marsiglia, con il sottoscritto, il Governatore Hussein e il dott. Raimondi qui presente, ha ribadito la convinzione del vostro paese che le autorità locali possono giocare un ruolo importante. Lo ringrazio ancora una volta.
Il COPPEM ha grandi responsabilità nell'ARLEM.
Per cinque anni due CoPresidenti dell'ARLEM sono membri del COPPEM.
Il Presidente Boudra del Marocco e successivamente l'amico Governatore Hussein.
Faremo fronte tutti quanti, nella nostra Associazione, alle responsabilità delicate che si assumeranno Boudra e Hussein.
Chiedo, a nome del COPPEM, che l'Egitto sostenga l'ARLEM, sulla richiesta di essere organo istituzionale per i poteri locali dell'Unione per il Mediterraneo.
Per concludere, questo incontro si tiene con l'Università. Non ci sarà mai sviluppo locale se non si forma quello che gli economisti chiamano capitale sociale e i sociologi capitale umano.
Il sapere è la fonte dello sviluppo.
Questa deve essere la nostra sfida.
Alle dichiarazioni solenni devono seguire politiche concrete, progetti di alta formazione, specializzazioni che incidano nel territorio e procurino condizioni continue di sviluppo.
Un grande studioso di globalizzazione, Maurizio Guandalini, sostiene che il Mediterraneo è la nostra Cina. Sarà pure così. Ma qualcuno ci ha insegnato che la teoria deve essere sempre legata alla pratica.
Sappiamo tutti che la Storia dei popoli ci presenta occasioni che possono essere uniche.
Questa volta non possiamo sbagliare.
Il ruolo dell'Egitto, anche se, fra qualche mese non avrà più la CoPresidenza dell'Unione per il Mediterraneo deve continuare ad essere propulsivo. Il vostro Paese, infatti, in questi anni,si è fatto portavoce di profonde innovazioni nelle politiche euromediterranee.
Dobbiamo avere la capacità, soprattutto intellettuale, di costruire un grande progetto, che rechi vantaggi a tutti e questo è possibile solo se la pace, come ho detto all'inizio, è la priorità del nostro impegno.
L'Egitto ha svolto, con molta assunzione di responsabilità – ha concluso Motta- una meritoria opera di mediazione tra gli Stati, spesso in conflitto, si è sempre fatto sostenitore di politiche inerenti alle questioni della pace e della sicurezza. E' stato sempre convinto assertore della necessità di portare avanti assieme gli obiettivi della dichiarazione di Barcellona. Ma, nello stesso tempo, il vostro Paese, ha avvertito che la portata storica del rilancio del partenariato euromediterraneo deve essere esaltata, al massimo, perché se ne possano trarre i conseguenti comportamenti sul piano economico- sociale e culturale.
Occorre fare bene, ma occorre fare presto. Mai, come adesso, i tempi sono tiranni.
Nel Mediterraneo si gioca una grande partita, dobbiamo fare tutti il nostro dovere per vincerla.

 


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