ARLEM, parla il presidente del Comitato delle regioni Luc Van den Brande Home: News

ARLEM, parla il presidente del Comitato delle regioni Luc Van den Brande

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Alla vigilia del Vertice euro mediterraneo di Parigi, nel luglio del 2008, le autorità regionali e locali delle tre rive del Mediterraneo – riunite a Marsiglia congiuntamente al Comitato delle regioni dell'Unione europea (CdR) – avevano richiesto alla presidenza francese di 'istituzionalizzare' il ruolo delle collettività territoriali nel dialogo euro mediterraneo, ribadendo cosi una necessità già espressa durante il decennio del "processo di Barcellona", ma purtroppo mai riconosciuta.

In quell'occasione il CdR ha accettato la sfida e fatta sua una legittima aspirazione - per altro già elaborata al suo interno da diversi anni - delle autorità regionali e locali di vedersi riconosciuto un ruolo chiave per lo sviluppo del nuovo dialogo tra le tre rive del Mediterraneo.
Con la proposta di creare un'Assemblea regionale e locale euro mediterranea (ARLEM) abbiamo quindi voluto dare al difficile dialogo euro mediterraneo una nuova sponda di confronto, basato su tematiche più pratiche e meno politiche, più riconoscibili anche per i cittadini.
Con l'ARLEM diamo oggi un'unica opportunità ai rappresentanti regionali e locali di interloquire direttamente con la governance dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) e con la Commissione europea, anche al fine di stimolare uno sviluppo bilanciato della politica di vicinato dell'Unione, sbilanciatasi ad est con il recente allargamento. Al contempo facciamo nascere un nuovo strumento per rafforzare la cooperazione decentrata e - attraverso ad essa - il necessario sviluppo della democrazia regionale e locale nell'area euro mediterranea.

Con la nostra proposta, lanciata dal CdR con un Parere specifico richiesto dalla presidenza francese dell'UE e consegnato ai ministri euro-mediterranei nel corso del Vertice di Marsiglia del novembre 2008, ho voluto sottolineare l'importanza di avanzare con un approccio pratico: creare un'assemblea politica si, ma volta soprattutto alla facilitazione della cooperazione interregionale per la messa in pratica dei progetti concreti di sviluppo territoriale identificati al vertice di Parigi: un progetto esclusivo, quindi, in quanto nuovo nel contesto intergovernativo esistente, ed al contempo inclusivo. L'ARLEM nasce infatti "inclusiva" in quanto aperta, grazie alla forte presenza istituzionale del CdR che esprima 32 dei sui 84 membri, a tutti i 27 Paesi dell'UE; inclusiva anche in quanto aperta alla forza ed all'esperienza del mondo associativo regionale e locale, già fortemente implicato nel dialogo euro mediterraneo. In questo senso la presenza del COPPEM si è rivelata essenziale, ed il suo sincero supporto risolutivo. Oltre al COPPEM, che resta complementare all'attività dell'ARLEM, nove altri rappresentanti del mondo delle associazioni sono rappresentati in seno all'Assemblea.

L'ARLEM, nata a Barcellona il 21 gennaio 2010, si propone come pilastro territoriale dell'UpM, e si affianca al già esistente pilastro parlamentare (EMPA), culturale (Fondazione Anna Lindh e Università euro mediterranea di Pirano) e della società civile (Forum).
Con l'ARLEM, che vede come co-presidente il marocchino Presidente Bouddra, membro del COPPEM, e dal 2012 un altro rappresentare egiziano del COPPEM, Hussein, non vogliamo appesantire un quadro istituzionale di per sé estremamente complesso; al contrario, la nostra nascita dimostra che le autorità regionali e locali possono 'osare' ed andare oltre ai limiti che la diplomazia classica conosce e che la realtà politica internazionale impone.

Con questa convinzione lavoreremo nel 2010 per portare le nostre richieste di fronte al consesso istituzionale dell'UpM e dell'UE – e già abbiamo cominciato a farlo a Barcellona chiedendo alla presidenza spagnola dell'UE di allargare ai Paesi mediterranei la propria riunione sulla politica regionale dell'UE, una politica che deve guardare a sud prima o poi – e per facilitare l'incontro degli attori regionali e locali delle tre rive sui grandi progetti ancora

Il dato di fatto è che i 43 governi dell'UpM contano oggi anche sul nostro appoggio, l'appoggio delle autorità regionali e locali, per il successo di un dialogo che è complesso ma che vale la pena edificare. Insieme.

Luc Van den Brande

 

 


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