Cooperazione: Processo di Barcellona


Con la Conferenza di Barcellona. tenuta nel Dicembre del 1995, l'Europa tenta di recuperare il rapporto con i Paesi del Merdiuterraneo ribadendo la ncessità di una appropriata strategia per l'intera regione nel segno nel segno degli antichi vincoli storici e della realtà geografica. Il dato di fatto è che le tensioni accumolatesi, soprattutto sul versante medio-orientale, costituiscono una minaccia permanente che va disinnescata. La Conferenza ha il merito di individuare i molteplici aspetti delle questioni sul tappeto e di definire una nuova prospettiva per le relazioni tra i Paesi del Bacino basate su una “collaborazione globale e solidale”, in un contesto “multiculturale e durevole, fondato su uno spirito di partenariato”. E' proprio la politica di partenariato ad improntare la Carta di Barcellona che abbraccioa i temi della pace e della stabilità, della sicurezza, ed ancora quelli economici e finanziari, della crescita civile e culturale, della promozione umana, della comprensione e degli scambi tra le società civili. Il punto di forza è costituito dalla progettata creazione, entro il 2010, di una grande zona di libero scambio, “una zona di prosperità condivisa”, “uno spazio comune di pace e stabilità”. Ma il cosiddetto Processo di Barcellona non ha portato a quei traguardi che quindici anni fa erano stati ipotizzati e soltanto di recente sono stati individuati altri strumenti con la Politica di vicinaro, l'Unione Mediterranea e l'Arlem, l'Assemblea delle regioni e delle autonomie locali dell'area euromediterranea.


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