Una grande area di libero scambio Home: Cooperazione Euromed

Una grande area di libero scambio


L'obiettivo principale rimane sempre quello di realizzare, in concreto, entro il 2010 un’autentica Area di Libero Scambio. I ministri dei Paesi dell'Unione Europea hanno fatto il punto della situazione, in questi giorni a Bruxelles, nel corso dell' VII Conferenza Ministeriale sul Commercio Euro Mediterraneo. L'occasione è stata proficua anche per discutere i metodi da adottare per incentivare l’integrazione e la diversificazione economica, nonché per promuovere il commercio e gli investimenti Euro-Mediterranei.

I 13 Ministri per il Commercio dei 13 paesi della regione mediterranea insieme ai Ministri del Commercio degli Stati Membri dell’Unione europea, hanno pure esaminato i progressi fatti verso un ‘Area Euro-Mediterranea di Libero Scambio, con il coinvolgimento di una rete di Accordi di Libero Scambio Nord-Sud e Sud-Sud. La “Euro-Mediterranean Road Map” (Tabella di Marcia Euro-Mediterranea) fino al 2010 ha delineato, in sostanza, le ulteriori azioni per promuovere l’Area Euro-Mediterranea di Libero Scambio. Secondo i partecipanti alla conferenza < la Road Map vuole includere sia misure concrete da indirizzare verso il superamento degli attuali punti di debolezza delle relazioni e proposte economiche e commerciali dell’area Euromed, al fine di trasformare gradualmente gli Accordi Euro-Mediterranei di Associazione in Accordi integrali e profondi di Libero Scambio. Questi ultimi saranno utili per comprendere e rafforzare i provvedimenti intrapresi su questioni come le agevolazioni commerciali, gli accordi riguardanti TBT e SPS, public procurement, concorsi, diritti sulla proprietà intellettuale, problematiche relative allo sviluppo commerciale e sostenibile o alla trasparenza>. I Ministri hanno approvato inoltre la Convenzione regionale del sistema Pan Euro-Mediterraneo delle regole di origine per determinare la provenienza dei prodotti che vengono immessi sul commercio. Facendo un passo indietro, va ricordato ( si legge nel sito del Ministero degli Affari Esteri Italiano) <come la Conferenza Euro-Mediterranea dei Ministri degli Affari Esteri tenutasi a Barcellona il 27-28 novembre 1995 segna il punto di partenza del Partenariato Euro-Mediterraneo (Processo di Barcellona): un sistema complesso di relazioni politiche, economiche e sociali fra i Paesi membri dell’Unione Europea e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo (Paesi Partners Mediterranei). L’iniziativa lanciata dal Presidente Sarkozy per la creazione di una Unione per il Mediterraneo, istituita con il Vertice di Parigi (luglio 2008), ha rappresentato la più recente evoluzione delle relazioni euro-mediterranee. La nuova struttura, denominata Processo di Barcellona:Unione per il Mediterraneo, costituisce un valore aggiunto rispetto all'esistente quadro euro-mediterraneo sotto i profili della “co-ownership”, ovvero di un maggiore coinvolgimento dei Paesi della sponda sud nel processo decisionale; del livello degli incontri, con i Vertici dei Capi di Stato e di Governo a cadenza biennale; dei contenuti progettuali, attraverso il lancio di progetti in macrosettori prioritari (infrastrutture, ambiente, energia, sicurezza, cultura), aperti alla partecipazione di attori e capitali privati. Tra le maggiori novità istituzionali dell’Unione per il Mediterraneo vi sono la creazione di una co-Presidenza, esercitata congiuntamente da un Paese UE e uno della sponda sud, e di un Segretariato, incaricato della promozione dei progetti. Nel quadro della cooperazione sub-regionale si segnalano i due fori del Dialogo 5+5 (Paesi del Mediterraneo occidentale) e del Forum Mediterraneo (esercizio informale a livello intergovernativo tra 11 Paesi rivieraschi), nonché del Partenariato G8-BMENA(Broader Middle East and North Africa), l’iniziativa sul Grande Medio Oriente avviata nel 2004 in ambito G8>.
<Le maggiori organizzazioni regionali attive nella regione sono la Lega Araba e l’UMA (Unione del Maghreb Arabo), i cui Stati membri sono in larga parte Paesi mediterranei. Il Partenariato Euromed copre un quadro esteso di collaborazione, articolato in quattro volet: 1) politico e di sicurezza; 2) economico-finanziario; 3) socio-culturale e umano; 4) cooperazione in materia migratoria, che costituiscono l’oggetto di iniziative e programmi specifici finanziati dall’Unione Europea. In questo quadro è essenziale l’attività di coordinamento con la nostra Rappresentanza presso l’UE e con i Ministeri italiani, ai fini della valorizzazione dell’apporto dell’Italia al processo euro-mediterraneo. La creazione dell’Unione per il Mediterraneo ed il particolare rilievo assunto dalla componente progettuale ha reso necessario allargare il coordinamento anche alle Regioni e al mondo delle imprese. Il dialogo interculturale, per il quale in ambito Euromed è stata istituita la Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture, costituisce una tematica di interesse prioritario. Il rafforzamento, a seguito di emendamenti allo Statuto, degli organi direttivi della Fondazione, attraverso la recente nomina del Presidente, del Direttore e dei membri del Consiglio Consultivo, ha posto le premesse per una sua più incisiva azione quale strumento propulsore e catalizzatore di attività finalizzate al dialogo interculturale. La Fondazione si avvale dell’apporto delle reti nazionali costituite da istituzioni impegnate nel dialogo e negli scambi fra le società civili dei Paesi Euromed. Il 2008, proclamato Anno Europeo ed Euro-mediterraneo per il Dialogo interculturale, vede in prima linea la Fondazione Anna Lindh con un programma di eventi di grande visibilità in tutti i Paesi Euromed, realizzato in collaborazione con le reti nazionali. Il rafforzamento della cooperazione regionale e multilaterale rappresenta uno strumento prioritario ai fini della pace, della stabilità e dello sviluppo economico, politico e sociale dei Paesi della regione. Poiché condividiamo le medesime sfide globali (ambiente, energia, cooperazione economica, sviluppo, istruzione, dialogo interculturale, migrazioni), i fori multilaterali costituiscono il contesto per affrontarle in maniera efficace e in un’ottica di collaborazione
>.


Share |